TRAPANI, IL BILANCIO 2015 APPROVATO NEL 2016?

12 Dicembre 2015

Bilancio 2015 e debiti fuori bilancio. L’ultima conferenza dei capigruppo – si è svolto lo scorso 10 dicembre – ha cercato di sbrogliare una matassa che si fa sempre più intricata. Alla conferenza era presente anche il commissario ad acta nominato dalla Regione Angelo Sajeva per controllare ed in caso intervenire con poteri sostitutivi per arrivare all’approvazione dello strumento finanziario. Soltanto una corsa contro il tempo consentirà al consiglio comunale di Trapani di approvarlo entro il 31 dicembre. Si  va dunque verso un paradosso, procedurale, tecnico ed anche giudiridico. Il bilancio di previsione del 2015 potrebbe, infatti, essere votato ed approvato nel 2016. Il ragioniere capo del Comune Gioacchino Petrusa ha ribadito, anche in conferenza dei capigruppo, i motivi del ritardo. A suo dire, sono essenzialmente due. I tagli di Stato e Regione e l’incertezza sui rispettivi trasferimenti e le scelte del consiglio comunale sulle tasse locali, TASI e TARI, che hanno portato ad un “ammanco” di quasi 3 milioni di euro. Il commissario Sajeva è in attesa degli eventi. Il percorso del bilancio è segnato dalle procedure. Esitato dall’ufficio finanziario deve passare al vaglio della giunta. L’esecutivo di Palazzo D’Alì, a sua volta, dovrà trasmetterlo ai revisori dei conti ai quali sarà chiesto di accelerare i tempi e di non prendersi tutti i 15 giorni che avrebbero a disposizione. Il bilancio, con il parere dei revisori, verrà trasmesso alla presidenza del consiglio. Scatterà così il termine per la presentazione degli eventuali emendamenti e lo strumento finanziario andrà in discussione nelle commissioni consiliari. Poi sarà la volta dell’aula e del confronto politico. Il commissario Sajeva potrebbe – ipotesi di scuola – intervenire in sostituzione della giunta se l’esecutivo non dovesse esitare il bilancio, ma anche in sostituzione del consiglio. In questo caso utilizzerebbe i suoi poteri sostitutivi se il consiglio non arrivasse ad una decisione sul bilancio entro 30 giorni dalla prima seduta valida per il suo esame. In caso di inadempienza consiliare il commissario avvierebbe le procedure prima di sospensione e poi di scioglimento dell’assemblea di Palazzo Cavarretta. Lo stesso si determinerebbe se il consiglio decidesse di bocciare il bilancio. Rimarrebbe così in carica fino alla scadenza di mandato soltanto la giunta. Per quanto riguarda i debiti fuori bilancio – sono sempre più “pesanti” dal punto di vista finanziario – in conferenza dei capigruppo il commissario Sajeva ha dichiarato, su sollecitazione dei capigruppo, che vanno discussi dal consiglio dopo il bilancio. Ma è pur vero che vanno anche approvati – si tratta di debiti ormai consolidati, riconosciuti e che producono interessi – entro il 31 dicembre. Se così non fosse potrebbe entrare in gioco la Corte dei Conti aprendo la difficile maglia delle responsabilità per il mancato pagamento dei debiti fuori bilancio.

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