ERICE, IL SINDACO TRANCHIDA E LA POLEMICA SULLE LUMINARIE NATALIZIE

10 Dicembre 2015

Le luminarie natalizie prima e durante e dopo il patto di stabilità. Il sindaco di Erice Giacomo Tranchida ha voluto fare chiarezza sul punto “per evitare strumentalizzazioni politiche”. Prima del patto le luminarie potevano essere, ad esempio, pagate con l’avanzo di amministrazione. Quello del Comune è arrivato a 15 milioni di euro, ma le norme nazionali ed europee sul patto non consentono al Comune di utilizzarlo. Di conseguenza per allestire le luminarie natalizie sindaco e giunta avrebbero dovuto trovare un’altra fonte di finanziamento. Tranchida ci tiene a sottolineare che sarebbe stata una ed una soltanto. Quella forma di finanziamento che porta direttamente a prendere i soldi nelle tasche dei cittadini. Soltanto utilizzando la leva fiscale, dunque, l’amministrazione avrebbe potuto “dare” alla città ed ai suoi cittadini le luminarie. Tranchida ed i suoi assessori sono stati posti di fronte ad una scelta ed hanno deciso di soprassedere sulle luminarie perché l’attuale fase di crisi economica rimanda e ben altri interventi a favore degli ericini. Ma le luminarie hanno avuto una zona franca, il centro storico. Tranchida è pronto a spiegare perché. Fanno parte del progetto “Erice è Natale – Zampogne del Mondo” che si è svolto e si sta svolgendo nel borgo. La fonte di finanziamento è la quota parte che il Comune ha ottenuto come ristoro per i danni causati dall’intervento militare in Libia nel 2011 che portò alla chiusura, prima totale e poi parziale, dell’aeroporto di Birgi, impegnato nelle operazioni di bombardamento per abbattere il regime di Gheddafi. Si tratta dei famosi 5 miilioni di euro che il governo nazionale ha assegnato al territorio. Di questi 5 milioni una parte è andata all’Airgest, la società di gestione dello scalo trapanese, la restante parte ai Comuni. I soldi sono stati trasferiti all’ex Provincia che ha invitato i Comuni a presentare progetti ed iniziativa per il finanziamento in quota parte del ristoro. Il centro storico ericino è tra i “Borghi più belli d’Italia” e l’amministrazione ha deciso di dotarlo di un minimo di luminarie e di concentrare il fondo a disposizione per l’evento “Erice è Natale”, che è stato affiancato anche da altre iniziative in collaborazione con i privati, come per il circuito dei presepi ed i Mercatini di Natale. Ci sono di mezzo anche i fondi provenienti dagli utili della gestione dei siti museali – Castello di Venere, Museo Cordici, Torretta Pepoli e Quartiere Spagnolo – che per statuto devono essere investiti nella promozione turistica e culturale del centro storico. In sintesi, luminarie ed evento sono stati fatti nel centro storico perché c’erano le condizioni ed i finanziamenti per realizzarli. Fin qui le polemiche sulle luminarie. Tranchida ha poi voluto ringraziare le associazioni e gli operatori economici che si stanno prodigando, in diverse zone della città, a valle per abbellire il territorio con addobbi natalizi. La stessa cosa la stanno facendo alcuni operatori economici del centro storico. Addobbi e luminarie fai da te per rendere il Natale più accogliente. “Erice è Natale” avrà anche una sua dimensione a valle con l’animazione per i bambini in Piazza Sandro Pertini nei pomeriggi antecedenti il Natale. Prima del patto le luminarie impiegavano circa 100 mila euro del bilancio comunale. Tranchida, in attesa che il patto venga cancellato, ha trovato una soluzione per il prossimo anno. Nel programma di ammodernamento della pubblica illuminazione con i Led punta ad inserire nel piano una opzione premiale in capo alle ditte partecipanti per l’offerta delle luminarie natalizie in tutto il territorio comunale. A valle, come in vetta, e nelle frazioni.

 

 

 

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