BIRGI, SI PRIVATIZZA. FAZIO: “BENE MA CON IL PUBBLICO. BONGIOVANNI: “IL TERRITORIO”

3 Dicembre 2015

La vendita delle quote Airgest della Regione era già scritta nei provvedimenti di acquisto delle azioni prima in possesso della Provincia regionale di Trapani. Di conseguenza l’avvio, da parte del governo siciliano, delle procedure per mettere sul mercato le azioni della società di gestione dell’aeroporto di Birgi non è un colpo di scena. Era previsto. Sono i tempi ad essere stati ampiamente anticipati. A Palermo, dove di privatizzazione dello scalo, si parla da qualche anno la procedura si è arenata ed è finita nelle sabbie mobili della politica. A Trapani, invece, sembra esserci la volontà di fare presto. La Regione è azionista di maggioranza dell’Airgest con il 59,7% delle azioni. La privatizzazione seguirà una serie di passaggi tecnici. Un advisor dovrà “quotare” l’aeroporto e definirne, in sintesi, il prezzo. Le quote che la Regione intende sdimettere dovranno essere poste all’attenzione dei soci privati (38% di Airgest) che possono rivendicare il diritto di prelazione delle azioni in vendita o acquistarne una parte. Il resto, se rimarrà, potrà essere posto sul mercato. Sul via libera alla privatizzazione da parte della Regione è intervenuto il deputato regionale  Mimmo Fazio: “Non sono contrario per principio alla cessione ai privati delle quote Airgest di proprietà della Regione. Si tratta per altro di un percorso già disegnato dalle norme dell’Unione Europea, anche se è presto per dire se ciò avrà effetti positivi sullo scalo e se determinerà un vantaggio per la nostra comunità. D’altro canto, però, la presenza della mano pubblica, per esempio con un trasferimento di una parte delle quote al Consorzio dei Comuni, appena questo sarà operativo, anche con una posizione minoritaria in termini di quote azionarie è per certi versi una garanzia. Anzi è una condizione che proporrò nella prossima seduta d’aula. È di tutta evidenza, comunque, che privata o pubblica che sia, la gestione aeroportuale di Birgi deve inquadrarsi nel prossimo futuro in maniera sinergica in un sistema di aeroporti siciliani, o almeno della Sicilia Occidentale, in modo tale che si eviti una concorrenza dannosa e si utilizzino le diverse potenzialità degli scali in maniera strategica, anche immaginando una unica regia”. Il processo di privatizzazione voluto dall’Europa e sostenuto dal governo italiano con il relativo piano nazionale degli aeroporti prevede tuttavia che il pubblico rimanga ed in posizione strategica. Si parla, infatti, di uno zoccolo duro del 20% di azioni. Per il dirigente  dell’Udc Fabio Bongiovanni “si tratta di una opportunità che il territorio non può farsi sfuggire. Ognuno dovrà fare la propria parte ed uscire allo scoperto. Penso ai privati, alle loro associazioni di categoria, alle famiglie imprenditoriali di questa provincia, agli istituti bancari ed alle associazioni dei commercianti ed a quelle turistiche.  Ma anche alle amministrazioni locali, in particolare quelle più grandi ed importanti come Trapani, il Comune di Palermo, ad esempio, fa parte della Gesap, ed ai nuovi enti come il Libero Consorzio comunale ed i GAL, i gruppi di azione locale che sono presenti sul territorio”. Il processo di privatizzazione dell’aeroporto di Birgi rimarrebbe tuttavia monco se non venisse affiancato a quello di Palermo e del “Falcone e Borsellino”. Le due privatizzazioni aprirebbero la strada alla nascita del polo aeroportuale della Sicilia Occidentale, così come è già accaduto con gli aeroporti toscani di Firenze e Pisa. Gli azionisti privati di maggioranza di questi due scali sono gli stessi che hanno ribadito il loro interesse per Birgi e Palermo.

 

 

 

 

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