FOGGIA (PSI): “LA RADIOTERAPIA PRIMA A MAZARA E POI A TRAPANI E NON AL CONTRARIO”

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28 Novembre 2015

La “guerra” della radioterapia è ancora in corso, malgrado le garanzie politiche e le scelte di campo degli ultimi tempi dopo la nomina di Baldo Gucciardi ad assessore regionale alla Salute. Da un lato Mazara del Vallo, dall’altro Trapani-Erice. Gucciardi ha assicurato che la radioterapia si farà – ed è già una conferma importante – ed ha poi aggiunto che sarà realizzata all’ospedale Sant’Antonio Abate. Ma a Mazara del Vallo rivendicano la stessa cosa e dopo un recente consiglio comunale straordinario sui lavori per il nuovo ospedale è emersa una posizione di critica e di contrasto ufficializzata dal consigliere del Psi Francesco Foggia. L’esponente socialista ha presentato un ordine del giorno che spera possa essere sostenuto dall’intero consiglio. La linea è qunato mai chiara. Foggia non accetta che la radioterapia debba essere realizzata prima a Trapani per poi trovare una sua presenza anche a Mazara del Vallo.”Chiediamo – ha dichiarato Foggia – alla commissione regionale Sanità dell’Ars ed all’assessorato regionale alla Salute la previsione che nasca a Mazara la radioterapia complessa e oncologia dipartimentale semplice, come condiviso da tutti i partecipanti alla seduta del consiglio comunale del 23 novembre scorso”.Ed ancora: “Considerato che nonostante la nascita di un reparto complesso di oncologia al Sant’Antonio Abate di Trapani, sia già una grossa conquista per la nostra provincia non si riesce a comprendere appieno il motivo per cui, essendo i lavori di ristrutturazione del nosocomio mazarese ormai in dirittura d’arrivo ed avendo già predisposto un bunker per la radioterapia non si decida di fare un reparto complesso a Mazara del Vallo e invece si vuole attendere che tale reparto nasca a Trapani, dove per altro ancora deve essere confermato il finanziamento per la radioterapia, devono, successivamente, essere fatti gara e lavori e pertanto l’entrata in funzione di tale struttura al nosocomio di Trapani non potrebbe avvenire prima di due o tre anni, in chiave ottimistica”.

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