ERICE, DIVIETO ASSOLUTO DELL’UTILIZZO DELL’ACQUA PER USO POTABILE. L’ORDINANZA DI TRANCHIDA

26 Novembre 2015

Divieto assoluto di utilizzare l’acqua della condotta idrica su tutto il territorio comunale per uso potabile. C’è un’ordinanza del sindaco di Erice Giacomo Tranchida che va rispettata per preservare le normali condizioni igienico-sanitarie nel territorio cittadino, in particolare nella zona di Raganzili. Le segnalazioni di alcuni amministratori di condominio sono state confermate dalle analisi svolte dall’ASP e dai controlli dell’amministrazione comunale. Ai raggi X le zone comprese nelle vie Cosenza, Ravenna, San Giovanni e Manzoni. L’allarme è scattato nei condomini “Morici”, “Degli Elimi” ed “Andromeda”. Nelle cisterne è stata verificata la presenza di acqua con parametri alterati, come quello dell’escherechia coli. Da qui l’intervento del sindaco Tranchida e l’ordinanza che impone il divieto assoluto dell’utilizzo dell’acqua per uso potabile. Non è la prima volta che l’amministrazione è costretta ad intervenire con provvedimenti straordinari ed eccezionali. Il Comune è ormai vittima da anni di una condizione di assoluta incertezza. Le interruzioni del servizio idrico che erano causate dal malfunzionamento del sistema di distribuzione dell’acqua sono state affiancate, nel tempo, da un altro malfunzionamento, quello del dissalatore di contrada Nubia, che ha servito le città dell’agro-ericino. Interruzioni e dissalatore che hanno colpito duramente la rete idrica comunale, aggredita dall’usura del tempo e dai mancati interventi dell’ente gestore, l’Eas, messo sotto accusa più volte dal Comune di Erice. Con l’avvio dell’acquedotto di Montescuro Ovest l’approvvigionamento idrico è stato più costante ma ha nello stesso tempo messo, ancora una volta, a dura prova l’efficienza della rete idrica che era stata pesantemente danneggiata dalla qualità dell’acqua dissalata. Il migliore approvvigionamento idrico ha così determinato il paradosso dell’ulteriore indebolimento della rete idrica che dovrebbe essere sostituita ma che non viene neanche sostenute dall’ordinaria manutenzione da parte dell’Eas. Da qui il rischio d’infiltrazioni e d’inquinamento dell’acqua che passa dalla condotta.

Notizie Correlate