TRAPANI, IL CONSORZIO COMUNALE ED IL VOTO CHE NON CI SARA’. FORSE

9 Novembre 2015

Quello che è accaduto oggi al Consorzio Comunale di Trapani – e che sarà accaduto anche in altri Consorzi dell’Isola – fotografa le condizioni generali della Regione ed il caos politico ed istituzionale che continua a condizionare l’attività del governo del presidente Rosario Crocetta. Oggi alle 12 è scaduto il termine per la presentazione delle candidature alla presidenza del Consorzio. Ma si tratta di un Consorzio virtuale per quanto riguarda la carica in questione e l’assetto istituzionale del nuovo ente. Sono state infatti presentate candidature in base alla legge regionale. Quella impugnata dal governo nazionale che l’ha bocciata su tutta la linea chiedendo alla Consulta di dichiararla incostituzionale. Legge regionale che aveva avviato il suo iter e che aveva portato il Governatore della Sicilia ad indire le elezioni di secondo livello per il prossimo 29 novembre. Nel frattempo, lo stop del governo Renzi ha determinato un mezzo passo indietro della Regione che ha proceduto a modificare la legge, nella sostanza a ricopiare pressappoco le norme della cosiddetta “Delrio”, la legge nazionale che si occupata della stessa materia, le Province da abolire, o meglio da trasformare. Il disegno di legge è transitato in commissione Affari Istituzionali ma non è ancora arrivato in Aula, di conseguenza continua a rimanere in vigore la legge impugnata alla Consulta. Ed oggi era il termine ultimo, ore 12, per presentare le candidature. Il Partito Democratico si è presentato in massa. E’ stata una scelta di partito – frutto anche del confronto con l’ANCI Sicilia che aveva invitato tutti i sindaci a candidarsi in segno di protesta contro la Regione – ed una sintesi interna di partito. Tutti i sindaci del Pd ed anche quelli di area hanno aderito alla proposta del vertice dei democratici. Hanno così presentato la loro candidatura i sindaci Mino Spezia (Valderice), Domenico Venuti (Salemi), Michele Saitta (Salaparuta), Luca Pagliaroli (Poggioreale). C’era la condivisione anche dei sindaci Giuseppe Lombardino (Santa Ninfa), Giacomo Tranchida (Erice), Alberto Di Girolamo (Marsala) e Gino Gabriele (Pantelleria). La legge che l’ARS dovrebbe cancellare – o meglio – modificare prima del voto del 29 novembre esclude i sindaci che hanno meno di 18 mesi di mandato di governo ancora da svolgere. Ma si tratta, anche in questo caso, di una norma che fa parte di una legge che non dovrebbe più essere in vigore a breve. Quella riveduta e corretta rimanda il voto a giugno 2016.

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