GRIGNANO: “OPPOSIZIONE A DAMIANO. CHI NON E’ D’ACCORDO SIA CONSEGUENTE””

4 Novembre 2015

Opposizione all’amministrazione Damiano. Porta chiusa a coloro che non condividono la linea del partito e consiglio, a chi non è d’accordo, a farsi da parte ed intraprendere nuove strade. Il consigliere comunale Nino Grignano, uno dei quindici firmatari della mozione di sfiducia contro il sindaco Damiano, prova a fare chiarezza dopo il voto che ha spaccato il Partito Democratico.  “Purtroppo non siamo riusciti a mandare a casa Vito Damiano. Ciò che accaduto nelle scorse settimane, in occasione della mozione di sfiducia, sembra un film già visto. Un brutto film con un finale annunciato. La storia della politica in questa città – prosegue Grignano – si ripete, sempre. Con qualche nuova comparsa ma con la stessa regia. Nel 2012, nell’approssimarsi delle elezioni Amministrative 2012, da segretario del circolo PD comunale di Trapani, ho dovuto fronteggiare, assieme alla segretaria dell’epoca, una serie di attacchi, politici e personali, da parte di alcuni personaggi che ci accusavano di inefficienza, di assenza di dibattito, di mancanza di linea politica, etc. In quel periodo, come adesso, i consiglieri comunali del PD erano divisi al tal punto che alcuni di essi avevano aderito ad un gruppo diverso.  Alcuni sembravano far parte ufficiosamente della maggioranza del sindaco di allora. Alcuni dei cosiddetti autorevoli maggiorenti tacevano ma, di fatto, appoggiavano, silenti, questo progetto destabilizzante nel partito di Trapani e nel Consiglio Comunale, con atteggiamenti di indifferenza o con posizioni atte a giustificare ogni comportamento scorretto. Alla fine, si è realizzato un anno di stasi nelle attività del Partito, e la gestione della campagna elettorale, essendo io candidato, è stata demandata alla competenza dell’onorevole Camillo Oddo, allora autorevole vice presidente dell’ARS. Il PD si presentò impreparato e frammentato, fino all’ultimo momento senza un candidato Sindaco, visto che il designato Dario Safina era stato improvvisamente ritirato, dopo una girandola di candidati inesistenti si è puntato su un candidato di bandiera e si raccolse il peggior risultato elettorale del centro sinistra in città con soli tre eletti del PD in Consiglio. Questa fu la cronaca di un disastro annunciato, nonostante, dopo la libertà di voto deliberata dal PD locale un gruppo di noi, compresA l’attuale senatrice, decise coraggiosamente e alla luce del sole di sostenere l’unico candidato contro quel blocco di potere (Fazio\D’Ali) che ha amministrato Trapani negli ultimi 14 anni.  Anche oggi – prosegue Grignano – sembra stia accadendo la stessa cosa, ma con un po’ di anticipo sui tempi. I soliti attacchi strumentali al Segretario a cui si addossano accuse di qualunque tipo ed a cui si impedisce di lavorare, mentre i critici stanno a guardare senza fare altro. In verità nei confronti dell’amico Brillante si è fatto di più poiché il giorno in cui è stato eletto, fin da subito, qualcuno ha dichiarato che incarnava la vecchia politica e addirittura altri si inventarono un congresso parallelo del PD locale, poi annullato a tutti i livelli I consiglieri, oggi come ieri, si trovano in dissonanza su questioni fondamentali come la mozione di sfiducia e addirittura qualcuno fa da stampella al Sindaco di turno eletto dal centro destra, in barba e contro ogni decisione di Partito. Si pretende di esautorare i compiti e le responsabilità degli organismi del Partito contestandone la composizione e la funzione come se non fossero stati frutto di scelte condivise nelle sedi congressuali ufficiali. Perché non si vuole che a Trapani esista un PD forte? E perché si vuole anche nella prossima competizione elettorale presentarlo nelle condizioni peggiori? Il PD è un Partito governato, ai vari livelli, da regole interne che chiunque è chiamato a rispettare sia da semplice tesserato che un rappresentante eletto e/o nominato nelle Istituzioni a qualsiasi livello. Le regole del PD non prevedono di dare in “appalto” o in “concessione” pezzi di territorio o Comuni, a singoli soggetti, seppur autorevoli. Per questo ho ritenuto assolutamente oltraggiosa per la democrazia interna, che qualcuno pretenda di ratificare decisioni in luoghi diversi che non siano il coordinamento. Non si può immaginare di notificare al Segretario delle decisioni prese altrove, come se la potestà decisionale del Partito possa assegnarsi esclusivamente ad esempio all’onorevole Ruggirello ed alla senatrice Orrù, a quanto pare oggi stretti alleati. Se questa potestà decisionale passa poi nel tentavo riuscito di “salvare” il sindaco Damiano da una sicura mozione di sfiducia,siamo alle comiche finali. Ricordo a me stesso che il Coordinamento Comunale si è sempre espresso criticamente nei confronti dell’azione amministrativa del sindaco Damiano, e che lo stesso Organo di Partito deliberò di presentare, solo un anno addietro, una mozione di sfiducia pubblicamente illustrata in una conferenza stampa. Una cosa è certa. La linea del PD di Trapani – conclude – è quella di rimanere in opposizione e l’adesione o meno al Partito di soggetti che ne volessero fare parte, ritengo, debba necessariamente passare attraverso la condivisione delle sue scelte, per cui chi oggi si è voluto differenziare ne dovrebbe trarre, per coerenza, le dovute conseguenze. Oggi però a differenza di ieri, credo che il PD locale abbia gli anticorpi necessari per riuscire ad avere la schiena dritta. Credo che finalmente ci siano le energie necessarie per un cambiamento che deve partire innanzitutto da noi. Andiamo avanti senza indugi a costruire una seria alternativa di governo, il peggio è passato, facciamo in modo che non si possa più ripetere”.

 

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