MORTE LORENZ, “POLIZIA ERA A CONOSCENZA DEI PROPOSITI SUICIDARI DELLA MADRE”

28 Ottobre 2015

Anche la Polizia era a conoscenza dei propositi suicidari di Aminta Altamirano Guerrero, la donna messicana accusata di avere ucciso il figlio. Lo ha riferito Antonino Maniscalchi, cognato dell’imputata, sentito questa mattina dalla Corte d’Assise di Trapani nell’ambito del processo per la morte del piccolo Lorenz Renda. Maniscalchi ha raccontato di averne parlato, il 27 giugno del 2014, con il sostituto commissario Salvatore Biondo. “La conosciamo, non s’ammazza”, avrebbe risposto l’investigatore, rassicurando Maniscalchi e la moglie. Aminta Altamirano Guerrero era conosciuta dagli investigatori. La donna aveva denunciato di avere subito dei maltrattamenti da parte del suo compagno. Accuse poi però ritrattate.  “Era lei a picchiare mio cognato”, ha puntualizzato oggi Maniscalchi. “Non perdeva mai occasione per denigrarlo e per diffamare sia lui che noi”. Il 13 luglio, appena un paio di settimane dopo quella conversazione, Aminta Altamirano Guerrero telefonò all’ex compagno, Enzo Renda, in Germania. “Gli disse – ha riferito oggi Maniscalchi – di avere scoperto che lui aveva l’amante e che si sarebbe suicidata con il bambino. Dopo la telefonata, Enzo mi chiamò immediatamente. Era preoccupatissimo. Mi chiese di attivarmi per chiamare la Polizia. Ne parlai con il legale di mio cognato e concordammo di avvisare la Polizia il giorno seguente. La mattina successiva mio cognato, Roberto, avrebbe dovuto recarsi presso il commissariato”. Maniscalchi ha detto di non essersi particolarmente allarmato visto che “l’Altamirano era solita fare sempre il contrario di ciò che diceva”. Il pubblico ministero Sara Morri ha chiesto alla Corte d’Assise di risentire il sostituto commissario Salvatore Biondo, a riscontro di quanto riferito oggi dal teste in aula.

Notizie Correlate