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OMICIDIO JENNIFER, “BULGARELLA CONOSCEVA PARTICOLARI INEDITI”. SPUNTA SECONDO INDAGATO

Alessandro Bulgarella, il lavapiatti di 38 anni di Valderice arrestato con l’accusa di omicidio, conosceva particolari che solo l’assassino poteva sapere.  Lo ha riferito il luogotenente dei carabinieri Vito Cito, sentito questa mattina dalla Corte d’Assise di Trapani nell’ambito del processo per l’uccisione di Uwadia Bose, la prostituta nigerina trovata morta il 23 dicembre del 2013 a Custonaci. Bulgarella sapeva, già prima degli investigatori, che la donna era conosciuta negli ambienti della prostituzione con il nome di Jennifer. Convocato cinque mesi dopo il delitto dai carabinieri per essere sentito, ha immediatamente manifestato grande preoccupazione. “Ha intuito subito – ha riferito il luogotenente Cito – che la convocazione era da ricollegare all’omicidio della donna nigeriana ed, inconsapevolmente, ha rivelato ai suoi amici particolari conosciuti solo da chi era stato presente sul luogo del reato”. Bulgarella sapeva che la borsa ed il telefono cellulare della vittima non erano stati ritrovati. Particolare che, ha sottolineato Cito, non era stato divulgato dagli organi di stampa. Bulgarella ha inoltre negato di conoscere la donna. Dalle indagini è invece emerso che non solo era uno dei clienti abituali della vittima, ma che in più di un’occasione si era prestato, in cambio di denaro o di prestazioni sessuali gratuite, ad accompagnarla con la sua auto a Palermo. Bulgarella ha inoltre sostenuto di non essere uscito da casa la sera del delitto. Circostanza però smentita da alcuni testimoni. Gli inquirenti sospettano che il lavapiatti di Valderice non abbia agito da solo. Nel corso dell’udienza è emersa l’esistenza di un secondo indagato, un amico di Bulgarella, per il quale però la Procura della Repubblica ha già chiesto l’archiazione.

 

 

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