TRAPANI, BRILLANTE INVOCA LE REGOLE NEL PD E SULLA SFIDUCIA RIMANDA AL PARTITO

3 Ottobre 2015

Fa appello alle regole, torna a bocciare la possibilità di un’intesa con il sindaco di Trapani Vito Damiano per un governo di salute pubblica o di responsabilità pubblica, come lo ha indicato lo stesso primo cittadino, ma non dice nulla sulla mozione di sfiducia che presto sarà posta all’ordine del giorno del consiglio comunale. Il segretario comunale del Pd Francesco Brillante prova a chiarire la posizione del suo partito ma non si spinge fino in fondo. Il tema delle regole è prioritario perché le divisioni sulla mozione potrebbero mettere in discussione la credibilità del Pd di Trapani. Ecco perchè Brillante torna a ribadire che “Il Pd è un partito governato, ai vari livelli, da regole interne adottate nei tempi e modi previsti dallo statuto e dai regolamenti che chiunque è chiamato a rispettare, sia questo un semplice tesserato, che un rappresentante eletto o nominato nelle istituzioni a qualunque livello”. Come dire, il dissenso nei confronti della linea ufficiale del Pd non può arrivare fino ad assumere posizioni alternative. Se il Pd decide di votare la mozione è chiaro che chi si pone contro è fuori dalla linea del partito con tutto quello che ne può conseguire. Brillante fa poi rifeerimento alle riunioni di coordinamento per confermare l’opposizione all’amministrazione comunale: “Damiano è considerato, nel gradimento dei cittadini il peggior sindaco d’Italia”. Il segretario ricorda anche che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia contro il primo cittadino. “Il compito del segretario comunale – ha aggiunto parlando all’interno dei democratici – è di rappresentare la linea politica del partito, come approvata negli organismi, e non d’i gnorarla, inseguendo soluzioni diverse”. Ed ancora: “Ad oggi, ho il dovere di ribadire che la linea del Pd, a Trapani è quella di opposizione all’amministrazione Damiano, sembrando assai improbabile ogni diversa soluzione, tra l’altro non essendo sopravvenuto alcun elemento tale da potere giustificare all’opinione pubblica qualsivoglia cambiamento di posizione che non sia in negativo”. Ma l’ultima parola, soprattutto sulla mozione di sfiducia dei 13, presentata da qualche giorno, toccherà al coordinamento e direttivo del Pd che il segretario convocherà tra qualche ora.

 

 

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