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AEROPORTI: A PALERMO VERTICE AL MASCHILE, A BIRGI NOMINE SOSPESE PER LA QUOTA ROSA

A 100 chilometri di distanza, da aeroporto ad aeroporto, il problema della rappresentanza di genere viene affrontato con due soluzioni alternative. A Palermo il nuovo amministratore delegato della GESAP, la società di gestione del “Falcone e Borsellino”, Giuseppe Mistretta va ad aggiungersi ad un vertice societario tutto al maschile, definito dal presidente Fabio Giambrone, il vicepresidente Giuseppe Todaro ed i consiglieri Giovanni Scalia e Giorgio di Marco. Tutto al maschile anche il collegio sindacale. Qualche ora dopo, a Trapani, all’aeroporto di Birgi l’assemblea dei soci dell’AIRGEST, la società di gestione dello scalo trapanese, ha invece tirato il freno sulle nuove nomine. Regione, azionista di maggioranza, e privati, avevano scelto, rispettivamente, Franco Giudice e Fulvio Bellomo da una parte e Paolo Angius dall’altra. I primi due indicati dall’amministrazione regionale e con Giudice che sarà chiamato alla presidenza dell’AIRGEST. Angius in rappresentanza di “Infrastrutture Sicilia”, azionista di minoranza assieme a Cesare Quercioli Dessena. Qui la rappresentanza di genere ha bloccato le nomine e l’assemblea è stata rinviata a lunedì prossimo per ratificarle. Giudice non ha nulla da temere. Potrebbe invece saltare il direttore generale dell’assessorato alle Infrastrutture Bellomo. Ma a Palermo sono andati avanti lo stesso. L’associazione di promozione sociale “Fiori d’Acciaio” ha preso posizione ed ha criticato duramente le scelte fatte alla GESAP: “Peccato che l’assetto così formato sia gravemente in contrasto con
l’ordinamento nazionale e regionale e in particolare con i più basilari principi di parità uomo-donna. Cinque uomini su cinque in CdA e cinque uomini su cinque nel Collegio Sindacale di GESAP, evidentemente, per gli amministratori del Comune e della Provincia di Palermo, sono lo specchio di un accettabile modello di governance moderno ed europeo”. L’associazione picchia duro: “Non è accettabile pensare che per gli amministratori di Palermo non esista una sola donna capace, professionale e meritevole di ricoprire un ruolo gestionale e di controllo, come non è accettabile credere che un consiglio di amministrazione ed un collegio sindacale così tanto irrispettosi della legge possano mantenere, come se nulla fosse, nel silenzio generale, la loro illegittima governance”. Da qui una richiesta pressante: “Che GESAP, se non vuole la decadenza dei propri organi, provveda immediatamente a rispettare la legge, insieme agli amministratori di Palermo che li hanno nominati”. La legge in questione è la 120 del 2011 e dispone la decadenza degli organi delle società partecipate che non rispettano la rappresentanza di genere, che è almeno un terzo dei componenti.




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