MARSALA, LA GIUNTA DI GIROLAMO VA SOTTO IN CONSIGLIO SULLA TASI

1 Ottobre 2015

Brutto scivolone per l’amministrazione del sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo. Dopo la bocciatura della delibera sull’aliquota TASI si è aperta una crisi politica all’interno della maggioranza che sostiene il primo cittadino. La giunta Di Girolamo aveva proposto l’aumento dall’1,5 al 2,5 per mille. L’aula ha detto no, con un voto che ha sfaldato la maggioranza. L’atto deliberativo è stato bocciato con 16 voti contrari, 9 astenuti e 4 voti a favore. Sono dunque rimasti davvero in pochi a difendere la scelta dell’amministrazione che ora si ritrova a fare i conti con il conseguente squilibrio finanziario nella stesura del bilancio 2015. La votazione finale è arrivata alle 23 di ieri sera, dopo una serie interminabile d’interventi da parte dei consiglieri di maggioranza e d’opposizione.

L’esito del voto finale

Favorevoli: Cordaro, Di Girolamo, Nuccio e Licari.

Astenuti: Sturiano, Ferreri, Flavio Coppola, Vinci, Meo, Mario Rodriquez, Cimiotta, Ingrassia, Luana Alagna.

Contrari: Oreste Alagna, Ferrantelli, Chianetta, Marrone, Gerardi, Sinacori, Leonardo Coppola, Arcara, Genna, Walter Alagna, Eleonora Milazzo, Pino Milazzo, Piccione, Galfano, Gandolfo e Aldo Rodriquez.

Emendamenti bocciati

Il gruppo “Democratici per Marsala” – Sturiano, Ingrassia e Luana Alagna- aveva proposto di portare l’aliquota dal 2,5 al 2 per mille e di trovare nuove soluzioni per le agevolazioni e riduzioni per alcuni tipi di fabbricati e per la popolazione meno abbiente. Ma l’aula ha bocciato sia l’una che l’altra proposta.

Crisi politica

Il sindaco Di Girolamo deve subito correre ai ripari. E’ infatti andato sotto in consiglio anche con i voti del suo partito. Ma il primo cittadino non è soltanto il nuovo sindaco di Marsala ma anche il segretario comunale del Partito Democratico. Dato politico di non poco conto. Oltre al Pd, c’è da registrare anche la tensione sempre più alta che manifesta il Psi, che è rappresentato in giunta dall’assessore Lucia Cerniglia ma che chiede, da tempo, un chiarimento interno alla maggioranza.

 

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