TRAPANI, SALONE: “MI AUGURO CHE FIRMI ANCHE IL PD”

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24 Settembre 2015

Ha incassato il risultato e può permettersi di fare il moderato ed il dialogante. Francesco Salone ha scosso le fondamenta della politica cittadina con una iniziativa che in tanti davano per spacciata e che invece ha avuto un esito clamoroso. Dopo oltre un anno di polemiche, confronti e discussioni, c’è una mozione di sfiducia contro il sindaco Vito Damiano con le firme necessarie (13) per essere affrontata in aula. Il berlusconiano dissidente è stato accusato di voler fare “la prima donna”, esaltando il suo ruolo nella raccolta delle firme sulla mozione che era stata presentata dall’onorevole-consigliere Mimmo Fazio che raccolse soltanto 5 adesioni, compresa la sua e quella dello stesso Salone. “Nessun diritto a primari – ha voluto sottolineare il consigliere – o a riconoscimenti d’iniziativa. Tredici consiglieri, tredici firme, tutte alla pari. Mi dispiace se qualcuno ha voluto giocare sull’equivoco e si è anche spinto in qualche attacco personale nei miei confronti. Sbaglia chi ha voluto leggere un’ansia di primeggiare nella mia riproposizione di una mozione che incomprensioni politiche e personali avevano relegato in un cassetto. L’ho sempre detto. Pur di mandare a casa questo sindaco sono disponibile a firmare la mozione di chiunque. Salone si rivolge al Pd: “Se un dato politico mi sento di sottolineare è che il Pd, partito che si è sempre dichiarato all’opposizione, non abbia compreso lo spirito con il quale abbiamo portato in aula la mozione. Auspico un ripensamento dei colleghi del Pd perché lunedì firmino la mozione insieme a tutti noi”. La mozione di sfiducia sarà dunque presentata ufficialmente lunedì prossimo all’ufficio di presidenza del consiglio comunale. Nella seduta consiliare di stamattina, conclusasi alle 14,30 non era presente il sindaco Vito Damiano, rappresentato dal suo vice Giuseppe Licata.

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