TRAPANI, PASSALACQUA: “IL PERCORSO DELLA MOZIONE E’ SCRITTO. CI SONO LE NORME”

24 Settembre 2015

La mozione di sfiducia può essere discussa non prima di 10 giorni ed entro 30 dalla sua presentazione. Per essere approvata con la decadenza del sindaco sono necessari almeno 20 voti sul totale di 30 consiglieri, nel caso di Trapani. Il voto finale, dopo il dibattito sulla mozione, sarà per appello nominale. La mozione contro Damiano che si avvia ad essere presentata all’ufficio di presidenza del consiglio è stata firmata da 12 consiglieri. Si tratta dei berlusconiani dissidenti Francesco Salone, Vito Mannina e Giovanni Vassallo, dell’intero gruppo di Uniti per il Futuro composto dall’onorevole Mimmo Fazio, Nino Bianco, Franco Ravazza, Salvo Pumo e Giuseppe Ruggirello (1953). La dodicesima firma è quella dell’indipendente Pepp Marino, subentrato, da poco, al consigliere Giuseppe Ruggirello (1959) sospeso per una condanna. In aula ha dichiarato di apporre la sua firma sulla mozione anche la consigliera Tiziana Carpitella. Durante il dibattito consiliare – e soprattutto le polemiche sui lavori d’aula – il consigliere del Pd Ninni Passalacqua ha fatto rilevare che l’assemblea si era fino a quel momento occupata “del sesso degli angeli, perché la mozione di sfiducia non è stata ancora presentata. Il consigliere Salone ha comunicato la presentazione di una mozione con le firme necessarie, ma non si può certo discuterla ora. Quando sarà formalizzata si avvierà un percorso amministrativo e burocratico che tutti conosciamo. Discuteremo il documento in aula e poi ognuno di noi lo voterà. Se ci convincerà voteremo a favore, altrimenti faremo altre scelte. Non c’è altro da dire su questo argomento. Altra cosa è invece la comunicazione di Salone sulla perdita di due finanziamenti da parte dell’amministrazione Damiano. E’ una questione da approfindire e che se fosse seguita da fatti e carte sarebbe di notevole gravità”.

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