BRILLANTE: “SAFINA PARLA A TITOLO PERSONALE. IL PD CHIEDE LE DIMISSIONI DI DAMIANO”

23 Settembre 2015

Alta tensione nel Pd trapanese. Le dichiarazioni di Dario Safina, dirigente regionale del partito , ai microfoni di Social Radio, sulla giunta di responsabilità pubblica proposta dal sindaco Vito Damiano (ASCOLTA L’INTERVISTA) non sono piaciute al segretario cittadino dei democratici Francesco Brillante. “Si precisa – ha scritto in una nota – che le considerazioni espresse da Dario Safina, componente della segreteria regionale, non rappresentano le posizioni del circolo di Trapani, del quale lo stesso non fa parte e per il quale ad oggi non è titolato a parlare pubblicamente, se non eventualmente nella misura della propria delega alle infrastrutture”. Ed ancora: “La posizione del Pd di Trapani, determinata fortemente nelle assemblee titolate a incidere sulla linea del politica, sono in linea con quanto determinato dal capogruppo Abbruscato e dal segretario cittadino”. Brillante torna sull’apertura al confronto che Safina ha delineato, argomentando tuttavia che si tratta finora di fomule politiche – governo di salute pubblica, giunta di responsabilità pubblica – senza alcun contenuto programmatico. “Ogni altra posizione – ha aggiunto il segretario – è da ritenersi esclusivamente personale, e qualora si voglia pubblicamente mantenere linee diverse da quella che legittimamente è -e sarà- avallata dal circolo, questo comporterà  azioni partitiche consequenziali a rigor di statuto”. Il segretario lascia intravedere una richiesta d’intervento dei collegio di garanzia se la linea Safina andrà avanti. Per il segretario Brillante “unirsi ad una figura politicamente fallimentare come quella ricoperta dalla sindacatura trapanese significherebbe anteporre esigenze meramente opportunistiche all’unica vera prerogativa della città: tornare alle urne”. Da qui una nuova richiesta di dimissioni al sindaco Damiano: “È questo lo sforzo di responsabilità che si chiede alla politica e che si dovrebbe chiedere al sindaco. Dimissioni che diano modo ai trapanesi di riappropriarsi della proprio territorio”.

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