TRAPANI, ABBRUSCATO: “LAZZARETTO, ANCORA NON VA”. RELAZIONE: “DAMIANO VADA IN PROCURA”

27 Agosto 2015

“I trapanesi sanno che il Lazzaretto è loro e non della Lega Navale”. Il capogruppo del Pd Enzo Abbruscato ha riaperto il confronto sull’utilizzo di uno dei simboli della città di Trapani. Dopo le polemiche con l’attuale vertice della Lega – “sono stato offeso, ha ribadito in aula l’esponente dei democratici – nell’esercizio delle mie funzioni, quando mi sono recato, assieme ad altri colleghi, nell’ex Lazzaretto, ma non sono interessato a tornare su questa vicenda” – lo stesso Abbruscato ha collaborato nella stesura di una nuova convenzione per regolare i rapporti amministrativi tra la Lega Navale ed il Comune di Trapani. “Quella del 1990 – ha aggiunto Abbruscato – non era una convenzione. L’amministrazione del tempo aveva l’obiettivo di rendere fruibile i locali che poi sono stati assegnati alla stessa Lega. So che l’amministrazione sta predisponendo la convenzione e che ha tratto spunto da quella che abbiamo presentato, ma ritengo che tuttavia si possa fare qualcosa in attesa dell’approvazione da parte del consiglio quando l’atto deliberativo arriverà in aula”. Ed è da questa premessa che scaturisce un nuovo affondo: “Ancora oggi se voglio entrare al Lazzaretto devo suonare il campanello. Cos’è l’amministrazione ha paura a dirlo, a farlo rilevare? Perché viene permesso tutto questo? Perché un turista non può entrare e visitare il sito. Lì sono ancora convinti che sia proprietà privata ed invece gli sono stati soltanto affidati alcuni locali. Mi auguro che la nuova convenzione farà chiarezza anche su questo punto”. Abbruscato ha messo sotto tiro anche la relazione del sindaco Damiano e l’ha invitato ad essere più chiaro: “Ci sono passaggi che sono vere e proprie denunce. Il sindaco parla di persone che remano contro di lui, di dirigenti che si sono messi di traverso. Non fa però nomi. E soprattutto non è stato finora conseguente. Vada in  via XXX Gennaio, si presenti in Procura e denunci chi lo sta ostacolando. Può stare tranquillo, in Procura, il dottor Viola lo accoglierebbe a braccia aperte”.

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