BIRGI, RUGGIRELLO: “LA STORIA DELL’AEROPORTO E’ STORIA DELLA MIA FAMIGLIA”. ATTACCO A D’ALI’

6 Agosto 2015

Paolo Ruggirello l’ha presa proprio male. Le dichiarazioni del senatore Antonio D’Alì sull’aeroporto di Birgi non gli sono proprio andate giù. Il parlamentare di Forza Italia ha rivendicato la sua azione a sostegno dello scalo ed ha legato alla sua attività politica il ristoro di 10 milioni di euro per la guerra in Libia nel 2011. Ma il deputato regionale del Pd non ci sta: “Il senatore D’Alì tenta la rimonta politica prendendosi meriti che non lo riguardano. Parla dell’aeroporto come di una sua creazione mentendo ed omettendo tutta la sua avversità nel lavoro svolto dagli altri amministratori, come Giulia Adamo, che nel ruolo di presidente della Provincia fece il possibile per rendere lo scalo pienamente operativo”. A D’Alì che ha dichiarato “questo aeroporto esiste perché ci sono io”, Ruggirello replica: “La storia dell’aeroporto di Birgi è storia della mia famiglia, la prima a far parte della società di piccoli risparmiatori, istituita nel 1993. Eravamo presenti quando si mossero i primi passi per l’organizzazione del personale, per la pulizia e la manutenzione, così come per i primi contatti con l’estero, seguendo gli accordi con i russi, nonostante l’avversità mostrata da una fila di politici, con in testa D’Alì, che sostenevano il fallimento dell’operazione per la presenza degli americani nella base NATO. Ed invece l’accordo andò in porto e consentì l’arrivo di ben due voli settimanali da San Pietroburgo e Mosca, avviando uno scenario di sviluppo internazionale per lo scalo trapanese”. Ruggirello è ormai un fiume in piena: “Viene successivamente definito l’onere di servizio pubblico, mentre con Giulia Adamo presidente della Provincia, si ottenne il primo finanziamento europeo. La storia recente è sotto gli occhi di tutti e mi ha visto, in prima linea, asssieme al’Adamo ed a Livio Marrocco per destinare un ulteriore finanziamento di 2 milioni di euro andato poi perso”. Da qui una constazione finale: “Da allora in poi non c’è alcun cenno di un lavoro orientato a programmare le attività dell’aeroporto, periodicamente a rischio di chiusura, o volto ad intercettare nuovi vettori per bilanciare il monopolio della compagnia irlandese  che può decidere sul fallimento di tutto il nostro territorio”.

 

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