BIRGI, D’ALI’: “QUESTO AEROPORTO ESISTE PERCHE’ CI SONO IO”

3 Agosto 2015

“Questo aeroporto esiste perché ci sono io e perché c’erano Poma ed il consiglio”. Il senatore Antonio D’Alì rivendica, con forza, il lavoro svolto per il rilancio di Birgi e rimanda alle iniziative che sono state prese durante la sua presidenza alla Provincia regionale di Trapani. D’Alì è preoccupato per il futuro dello scalo perché le vicende legate all’azione di co-marketing non sono state certo rassicuranti. “Se non ci sono le condizioni per andare avanti così come si è fatto finora – ha aggiunto – si metta il co-marketing a gara. Di sicuro non possiamo consentire che l’aeroporto chiuda. Sarebbe il fallimento di un’intera classe politica pubblica, regionale, provinciale e locale, così come di chi ha gestito l’aeroporto”. D’Alì è favorevole alla privatizzazione: “Ma se lo dico io, c’è subito chi si chiede cosa ci sia dietro, quali interessi privati intenda difendere e tutelare!. La verità è invece che le azioni dell’ex Provincia sono state svendute ad una Regione che non ha ancora detto cosa intende fare di questo aeroporto. I privati finora hanno investito ripianando perdite e non certo distribuendosi dividendi”. Ed il senatore è quanto mai chiaro e diretto anche sui 10 milioni di ristoro per i danni causati dalla chiusura, prima totale e poi parziale, dell’aeroporto per l’intervento militare in Libia nel 2011: “Anche qui, cerchiamo di dire le cose come stanno. Quei 10 milioni si chiamano Tonino D’Alì”. Il parlamentare di Forza Italia è d’accordo con ui privati di Airgest: “I cinque milioni di ristoro, gli altri 5 sono a compensazione di ciò che avrebbe dovuto pagare l’Airgest, devono andare alla società”.

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