TRAPANI, CADE IL NUMERO LEGALE, LA PICA E PASSALACQUA CONTRO GLI ASSENTI

27 Luglio 2015

Il consiglio comunale di Trapani prima se la prende con il sindaco per la sua assenza dai lavori d’aula, poi apre il confronto al suo interno per stigmatizzare il comportamento di una parte dei consiglieri che, dopo avere preso la parola, abbandonano l’attività d’aula. “Possiamo sapere – ha chiesto il capogruppo di Forza Italia Totò La Pica – perché il sindaco Damiano non ha partecipato ai lavori consiliari?”. La risposta è arrivata. Il primo cittadino ha incontrato operatori stranieri che sarebbero interessati ad investire in città nel settore turistico. L’attività ispettiva è stata condizionata dalla sua assenza. Gli interventi – anche se qualcuno è comunque entrato nel merito – dei consiglieri hanno stralciato due delle questioni che erano considerate prioritarie, l’aeroporto di Birgi ed il blocco della Via Ammiraglio Staiti per i pullman. Il dibattito è andato avanti fino a quando il consigliere Michele Cavarretta ha proposto una sospensione di almeno un’ora per poter pranzare e poi tornare in consiglio. E’ stato anche chiesto di verificare il numero legale ma l’aula non era in fase di voto ma di confronto sugli atti ispettivi e di conseguenza il presidente del consiglio Peppe Bianco non ha potuto far altro che mettere ai voti la proposta Cavarretta, che ha finito per raggiungere lo stesso effetto. L’esito del voto ha infatti verificato la mancanza del numero legale, 14 presenti su 30, con il rinvio della seduta tra un’ora. La proposta Cavarretta ha ottenuto 11 voti a favore, 2 contrari ed un astenuto. Erano in aula al momento del voto il presidente Peppe Bianco, Giovanni Vassallo, Domenico Ferrante, Ninni Passalacqua, Nicola Sveglia, Ninni Barbera, Giuseppe La Porta, Franco Briale, Michele Cavarretta, Totò La Pica, Nicola Lamia, Felice D’Angelo e Peppe Marino e Tiziana Carpitella. Durissimi gli interventi di Passalacqua e La Pica sulle assenze dei colleghi. “E’ facile – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia – venire qui, fare passerella e poi andare via. Significa però non avere rispetto del consiglio. La politica si fa qui e non sui socialnetwork. Troppo comodo. Questo consiglio non ha più ragione d’esistere. E’ troppo debole ed incapace di dare risposte. Finisce poi per essere strumento di lotta politica perché ricadono su di noi responsabilità che non abbiamo ma la gente non lo sa e se la prende con noi. Stacchiamo la spina”. Anche Passalacqua ha puntato il dito contro gli assenti: “Siamo sempre gli stessi a rimanere in aula. Siamo stanchi di chi arriva fa il suo show e poi va via. Ma i cittadini non fanno differenze ed alla fine è l’intero consiglio ad essere penalizzato e messo sotto accusa. Non è così. C’è chi rimane per fare il proprio dovere fino in fondo ed è arrivato il momento di dirlo apertamente”. Non a caso è stato chiesto il voto per appello nominale. Tra gli assenti si è giustificato – doveva celebrare un matrimonio –  il capogruppo del Pd Enzo Abbruscato che ha partecipato soltanto alla prima parte dei lavori. Dopo un’ora il presidente del consiglio Bianco ha chiamato l’appello ma in aula erano presenti soltanto in 6. L’ulteriore mancanza del  numero legale ha determinato il rinvio dei lavori a domani mattina alle ore 10.

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