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SEQUESTRATI BENI PER 13 MILIONI DI EURO ALL’IMPRENDITORE VITO MARINO

Sequestrati, da agenti della Divisione Anticrimine della Questura e Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani, beni per un valore di circa tredici milioni di euro nella disponibilità dell’imprenditore Vito Marino, figlio del boss Girolamo Marino, assassinato nel 1986, e di suoi familiari ed altri presunti prestanome. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Trapani su proposta  del procuratore Marcello Viola e del questore Maurizio Agricola. Marino era stato arrestato nel 2006 dalla polizia, insieme con il cugino, Salvatore Marino, nell’ambito delle indagini sul triplice omicidio dell’imprenditore Angelo Cottarelli, della sua compagna, Marzene Topor, e del figlio Luca, assassinati in una villetta alla periferia di Brescia. Un delitto maturato, secondo gli inquirenti, nell’ambito di una serie di affari sporchi. L’imprenditore ed il cugino erano stato condannati all’ergastolo. L’11 marzo scorso la Corte di Cassazione ha però annullato le condanne disponendo la celebrazione di un nuovo processo.

Le indagini

La richiesta di sequestro anticipato scaturisce da un’indagine su una presunta maxi truffa ai danni dello Stato mediante l’indebita percezione di ingenti contributi pubblici per un valore complessivo di circa ventinove milioni di euro. Dagli accertamenti della Guardia di Finanza di Trapani, è emersa la particolare modalità di perpetrazione delle truffe tramite l’interposizione  di imprese “cartiere” deputate ad inserirsi nei passaggi della compravendita tra l’impresa produttrice o fornitrice effettiva dei beni e l’impresa beneficiaria dei contributi pubblici, al solo fine di gonfiare in maniera esponenziale le fatturazioni nei confronti di quest’ultima. Beneficiarie dei contributi sarebbero state le società VIGNA VERDE S.R.L., OLEARIA PACHECO Soc. Coop. a r.l. e CERALSEED S.R.L. I proventi sarebbero stati reimpiegati attraverso la costituzione della MA.MO. S.R.L., con oggetto sociale la distribuzione di prodotti alimentari, gestita di fatto da Vito Marino, ma intestata fittiziamente ad altri soggetti, inizialmente Girolamo Marino, figlio dell’imprenditore, e Saveria Anna Maria Morello, e successivamente a Mario Morello. È stato inoltre accertato che Marino, sotto processo per l’omicidio dell’imprenditore Angelo Cottarelli e dei suoi familiari, uccisi nel 2006 a Brescia, durante la latitanza e la successiva detenzione, avrebbe continuato a gestire la società attraverso la moglie Tiziana Sugamele ed il fratello Salvatore. Da recenti indagini è emersa, altresì, la figura di Antonio Filiberto, altro prestanome del Marino nella società TENUTE KARUSHIA S.R.L.

I beni sequestrati

–  40 beni immobili

–   5 beni mobili registrati

– 13 aziende tra cui VIGNA VERDE S.R.L., OLEARIA PACHECO  Soc. Coop. a r.l., CEREALSEED S.R.L., MA.MO. S.R.L., TENUTE KARUSHIA Soc. Agricola a r.l.

– 33 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura

 

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