CROCETTA SIA SERIO. SI DIMETTA SE HA VERGOGNA. VADA AVANTI SE HA LA COSCIENZA A POSTO

16 Luglio 2015

La credibilità politica e personale di Rosario Crocetta è ormai pari a zero. L’incapacità di governo, le polemiche sull’antimafia di professione, il “gossip” dello sbiancamento e l’inchiesta che lo sta affondando anche se c’entra fino ad un certo punto, quella che ha portato ai “domiciliari” il dottor Matteo Tutino, che ora esplode per la frase su Lucia Borsellino: “Va fermata, fatta fuori come suo padre”, con il silenzio del presidente. Crocetta dice di non avere sentito. Ma è ormai chiaro che è entrato in una sorta di tritacarne. Le intercettazioni, con la frase incriminata, messe a disposizione del settimanale “L’Espresso”, sanno tanto di manovra ad orologeria, il prossimo 19 luglio ci saranno le consuete manifestazioni per commemorare e ricordare Paolo Borsellino. La stessa frase – rilanciata e con un effetto a catena internazionale – è quanto di più disdicevole si possa pensare, ma è anche giusto inserirla in un contesto. In politica di frasi del genere, dirette ad amici ed avversari politici se ne possono registrare, anche in questo momento, miglialia. Non è una giustificazione, ma è arrivato il momento di ragionare e di non farsi coinvolgere e condizionare dall’onda mediatica che si è abbattuta su Crocetta. E’ sicuramente il peggior presidente della Regione che la Sicilia abbia mai avuto, ma va mandato a casa con la politca non con le intercettazioni che, tra l’altro, non hanno alcuna rilevanza penale nei suoi confronti. E che sia il peggior presidente della Regione Sicilia che questa triste Isola ha mai avuto è dato dal fatto che tante potevano essere le sue reazioni, ma non quella cabarettistica che ha assunto. Cos’è quest’autosospensione? Che formula giuridica rappresenta? Non c’è alcuna legge che la prevede nelle condizioni in cui è Crocetta, nessuna condanna, nessun problema giudiziario. E’ una risposta, quella di Crocetta, che non può far altro che alimentare il clima di barbarie politica e mediatica che c’è in giro. Scelga in silenzio ed in solitudine ma con una decisione chiara. Si dimetta se ha vergogna di ciò che è accaduto e non sa giustificarlo. Vada avanti se ritiene di avere la coscienza a posto. Tutto il resto è spettacolo!

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