USTICA LINES: CROCETTA SE LA PRENDE COMODA, EGADI IN FERMENTO, LAVORATORI PREOCCUPATI

8 Maggio 2015

Il presidente della Regione Rosario Crocetta se la prende comoda. Le Isole Egadi ed Eolie sono “fuori dal mondo” perché non hanno più i collegamenti marittimi ma il Governatore incontrerà i sindaci interessati soltanto domani mattina. Nel frattempo basta farsi un giro al porto di Trapani per vedere gli aliscafi della compagnia di navigazione fermi, i dipendenti che oggi hanno deciso di dar vita ad un’azione di protesta e tanti turisti smarriti che non capiscono cosa stia accadendo e perché non possono raggiungere le Egadi con gli aliscafi dell’Ustica. I consiglieri ed i rappresentanti delle categorie produttive di Favignana avevano, ieri pomeriggio, occupato l’aula consiliare. Dopo la convocazione dei sindaci da parte di Crocetta è stata decisa la sospesione dell’occupazione. Il presidente del consiglio Ignazio Galuppo ha comunque deciso di convocare una seduta straordinaria “per valutare le azioni da adottare”. Ma al di là delle prese di posizione la situazione rimane in una posizione di stallo. L’Ustica Lines rivendica il pagamento di quanto dovuto per l’attività di collegamento già svolta. Dei circa 30 milioni di euro che dovrebbero entrare nelle casse della compagnia di navignazione ne sono arrivati soltanto 15. Rivendica la firma del contratto perché si è aggiudicata regolarmente una gara e non intende tornare sui suoi passi revocando la sospensione dei collagamenti fino a quando la Regione non farà chiarezza su ciò che vuole fare. La Regione ha invece avviato le procedure per l’annullamento della gara vinta dall’Ustica, non ha finora inteso firmare il contratto e continua a sostenere che il costo del servizio è sovradimensionato. Ma è un costo che ha stabilito la stessa Regione quando ha pubblicato il bando. A Palermo si ritiene che il costo sia superiore del 15% da quello effettivo e concreto. L’Ustica Lines ha messo in campo una soluzione che però la Regione non ha voluto, almeno per il momento, prendere in considerazione. La compagnia di navigazione ha proposto alla Regione di firmare il contratto e di erogare l’85% di quanto dovuto e di rinviare ad un successivo contraddittorio, anche in sede giudiziaria, “la verifica dell’infondatezza e dell’illegittimità della pretesa riduzione”. In soldoni, l’Ustica dice: pagami quanto ritieni sia giusto, ma siccome ciò che ritieni sbgliato l’hai determinato e definito tu, ce la vediamo in altra sede e con i tempi che le procedure in questione richiedono. Nel frattempo noi riprendiamo i collegamenti. Ma la Regione non risponde. Non dà risposte a quei 400 dipendenti dell’Ustica Lines che rischiano di perdere il posto di lavoro e che sanno che sono state già avviate le procedure di licenziamento. I dipendenti dell’Ustica sono in convocazione permamente in attesa di saperne di più.

 

 

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