CRISI SETTORE EDILE, MANIFESTAZIONE DEI SINDACATI A CASTELLAMMARE

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno manifestato questa mattina a Castellammare del Golfo per chiedere ai governi nazionale e regionale interventi in favore dell’edilizia. In provincia di Trapani, dal 2008 al 2014, i lavoratori del comparto sono diminuiti del 50 per cento. “Le parole chiave per il rilancio dell’edilizia sono: sblocco dei cantieri delle opere pubbliche, riqualificazione dei centri urbani e riorganizzazione del sistema di gestione delle aziende confiscate”, ha detto Francesco Danese, segretario territoriale Filca-Cisl. “Ci sono in provincia molte opere pubbliche oggi bloccate a causa di problemi burocratici, quali la galleria di Segesta, la bretella Birgi – Mazara del Vallo, i porti di Castellammare, di Marsala e di Trapani, il liceo “Ruggieri” di Marsala. Facendo ripartire i cantieri delle opere pubbliche, si darebbe una boccata d’ossigeno al comparto e ai lavoratori e si doterebbe il territorio di infrastrutture fondamentali per la vita dei cittadini e per l’economia turistica. Noi non consentiremo al burocrate di turno o al politico disattento di far perdere importanti opportunità per gli operai edili e per la collettività”.  “In questa provincia – ha detto il segretario generale della UilTrapani Eugenio Tumbarello – necessita riportare il lavoro, e il settore edile, è uno dei più importanti per l’indotto e per ogni opera pubblica che si definisse a supporto dei settori sui quali maggiormente si può fare impresa e generare momenti di sviluppo del Territorio. Bisogna puntare, tra gli altri, alla realizzazione delle diverse opere incompiute, alla manutenzione delle opere pubbliche per la sicurezza e al recupero dei centri urbani, elementi di fondamentale importanza per il settore edile e per lo sviluppo in genere”. Le conclusioni sono state affidate a Franco Tarantino, segretario regionale Fillea Cgil Sicilia. “Trovandoci a Castellammare – ha detto – mi sembra doveroso soffermarmi su un’importante questione per questa città, quella della realizzazione dell’impianto di depurazione. Per la Sicilia sono disponibili un milione e 150 mila euro di fondi nazionali da spendere entro la fine dell’anno per non incorrere in sanzioni europee. Ad oggi, purtroppo, tutto è fermo, messo in stallo in alcuni casi dalla burocrazia in altri casi dalle incapacità tecniche di alcune amministrazioni a dare seguito ai bandi. La manifestazione di oggi, dunque, ha un grande valore, quello di dire che le risorse ci sono e vanno utilizzate per il bene di questa terra e dei suoi lavoratori”.

 

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