BIRGI, TAVOLO ALLA REGIONE PER IL 49% DI AIRGEST

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23 Febbraio 2015

Una soluzione concreta, possibile, che può consentire di scrivere il futuro dell’aeroporto di Birgi con la f maiuscola. Una soluzione che tutela e valorizza il territorio perché lo propone come protagonista. Lo strumento per “cambiare rotta” è il tavolo tecnico con la Regione. L’argomento? Il 49% delle azioni Airgest che sono state acquistate dal governo siciliano. Non si tratta di una operazione di potere. Non ci sono in ballo posti nel consiglio d’amministrazione della società di gestione dello scalo. C’è, invece, uno scenario compatibile ed in linea con le esigenze del territorio. Il tavolo, già chiesto, deve fare chiarezza sulle scelte della Regione. Cosa intende fare del suo 49% di Airgest? Ha detto che vuole venderlo dopo aver fatto “quotare” lo scalo. Ha comprato a valore nominale e vorrebbe vendere a quota di mercato. Ed è qui che può inserirsi il territorio. La prima mossa è nelle mani della coalizione dei Comuni che ha già affrontato – ed alla fine superato – la prova dell’azione di co-marketing con la società che gestisce l’immagine della Ryaniar. Due milioni di euro per 3 anni non sono soltanto un contributo finanziario importante. Sono anche la prova che ci si trova di fronte ad un soggetto – la coalizione dei Comuni – che punta su Birgi. La “coalizione” potrebbe subentrare in quota o in toto alla Regione. La strategia viene delineata dal presidente dell’Airgest Salvatore Castiglione: “Bisogna confrontarsi con la Regione. Il governo Crocetta deve dire cosa intende fare dell’aeroporto di Birgi. Un tavolo di confronto che possa portare anche ad una condivisione di un progetto. Ma soprattutto a dire che il territorio è pronto ad assumersi le proprie responsabilità. La Regione non sta finanziariamente bene. Questo è innegabile. I numeri sono lì a confermarlo ogni giorno. La Regione ha acquistato il 49% precedentemente della Provincia al valore nominale delle azioni Airgest. Ha tracciato la strada che porta all’advisor per <<quotare>> le azioni e per metterle dunque sul mercato. Deve comunque rispettare il 20% di quota pubblica. Da qui l’azione. La coalizione dei Comuni potrebbe sedersi al tavolo chiedendo o il trasferimento totale delle azioni o almeno il 20% che dovrà rimanere pubblico. Del resto la Regione in tutti gli atti che ha prodotto per sostenere Birgi ha sempre scritto di essere pronta a fare un passo indietro. Ecco, il territorio trapanese si presenta al tavolo e mette in discussione una sua proposta. Quella di assumersi, attraverso il Libero Consorzio dei Comuni di Trapani la responsabilità di entrare nel pacchetto azionario della società di gestione dell’aeroporto. Se la Regione ha comprato al valore nominale non potrebbe certo cedere ad un altro ente pubblico se non allo stesso modo, con il trasferimento al valore nominale delle azioni”. Ed ancora: “Che sia il confronto a determinare una soluzione condivisa. La Regione potrebbe cedere al Libero Consorzio il 20% ed il rimanente 29% potrebbe metterlo sul mercato magari anche con un patto di sindacato con la cosiddetta coalizione dei Comuni”. Sarebbe l’avvio del processo di privatizzazione. “Sarebbe – ha aggiunto Castiglione – l’avvio di un percorso che è obbligato, che viene sostenuto dalle politiche nazionali del governo centrale. Non bisogna avere paura della privatizzazione. Bisogna avere paura di una privatizzazione fatta male, che non va nell’interesse dell’aeroporto ma soltanto di pochi. E’ quello che siamo riusciti ad evitare. Con il 20% pubblico qualsiasi aeroporto è garantito perché c’è la presenza di enti ed istituzioni che puntano all’interesse generale di un territorio”. Il testo integrale dell’intervista al presidente dell’Airgest Salvatore Castiglione è sul numero in edicola del settimanale “Social”.

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