GIUNTA ERRANTE: L’ATTO D’ACCUSA DEL CONSIGLIERE PD CALAMIA

19 Febbraio 2015

Più che un intervento consiliare è stato un atto d’accusa. Pesante, pesantissimo. Sul banco degli imputati il sindaco di Castelvetrano Felice Errante. Dall’altra parte della barricata il consigliere del Pd Pasquale Calamia. L’aula chiamata a confrontarsi sul rimpasto di giunta del primo cittadino che ha determinato un vero e proprio terremoto politico cittadino, con l’esclusione dei democratici e degli amici dell’ex sindaco Gianni Pompeo. Calamia è andato indietro nel tempo. A quel 2012 che portò alla vittoria di Errante con il sostegno di Pd, Udc, Api, Città Nuova e Futuro e Libertà. L’esponente del Pd ha ricordato numeri, avversari – l’onorevole Giovanni Lo Sciuto, ora compagno di partito nel Nuovo Centrodestra del sindaco – ed esito del voto. Premessa necessaria per il primo affondo: “Lei doveva essere il garante di quella coalizione, dove uomini e donne si sono spesi per quel programma, ricordo ancora alcune delle frasi che lei disse nel comizio di chiusura. La prima riferita al suo candidato avversario <<Giù le mani dalla Città>> e un’altra alla chiusura del comizio <<Votatemi …. non vi Deluderò>>. Lei caro Sindaco con questo azzeramento politico e l’apertura alla minoranza non ha deluso solo noi democratici ma tutte le donne e gli uomini, i giovani e gli anziani che hanno posto in Lei la massima fiducia”. Lo Sciuto non era soltanto dall’altra parte ma aveva deciso di candidarsi a sindaco in alternativa ad Errante. Calamia ha poi cominciato a picchiare duro: “Le ricordo, sindaco, che la Costituzione sancisce un principio fondamentale, che è quello della sovranità popolare, per Lei queste sono risultate, come regole scritte sull’acqua”.Ed ancora, ripercorrendo le fasi che hanno portato al rimpasto: “Caro sindaco ha anche peccato di eccesso di protagonismo pretendendo pure di decidere in casa di altri. Se pensava di essere diventato il deus ex machina della politica castelvetranese si è sbagliato e di grosso. Da tutta questa vicenda la sua figura ne è uscita fuori sbiadita come una camicia lavata a novanta gradi”. Il consigliere ha annunciato la linea del suo partito: “Il Pd farà una opposizione seria e responsabile, valuteremo tutti gli atti che arriveranno in consiglio comunale e li valuteremo positivamente o meno, avendo come obbiettivo solo il bene comune”. Calamia è poi voluto tornare sull’accusa d’interferenze nel Pd da parte di Errante: “Lei caro sindaco ha aperto uno scontro frontale con il nostro partito, in questi giorni ha cercato di fare scorribande tra militanti e simpatizzati del PD. C’è chi l’ha seguita ma molti gli hanno risposto no grazie”. Da qui il passo è breve nell’attacco al neo assessore Salvatore Stuppia: “Sarà un caso ma proprio un anno fa assessore Stuppia, le firmavo l’accettazione di ingresso al gruppo consiliare avendo scelto di tesserarsi nel Pd. Ha condiviso con superficialità il nostro codice etico. La sua scelta di oggi mi ha confermato che la sua adesione era legata solo ad un posizionamento personale e non ad una scelta del progetto Progressista e riformatore del Pd”. Calamia crede poco in questa giunta: “Si dice che rimarrà in carica per 5-6 mesi”. E nei confronti dei neo assessori è durissimo: “Sappiate di essere le quinte, seste scelte del sindaco Errante”.

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