FAZIO E SALONE: “LA CORTE DEI CONTI HA BOCCIATO DAMIANO”

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2 Febbraio 2015

Una delibera della Corte dei Conti sull’attività amministrativa del Comune di Trapani riapre lo scontro politico in città. La magistratura contabile si è occupata dell’anno 2013, il primo con Vito Damiano alla guida di Palazzo D’Alì ed i suoi riscontri critici hanno determinato la reazione dei suoi oppositori. Da qui il tiro incrociato dell’onorevole Mimmo Fazio e del consigliere di Forza Italia Francesco Salone. I due parlano la stessa lingua. Sia per il parlamentare-consigliere che per l’esponente berlusconiano i rilievi critici della Corte dei Conti confermano l’inadeguatezza di Damiano a fare il sindaco di Trapani. “L’elenco delle criticità riscontrate dalla magistratura contabile – ha dichiarato Fazio – potrebbe essere tranquillamente trasferita, con un pratico copia e incolla, in qualsiasi mozione di sfiducia”. L’ex sindaco entra nel merito della deliberazione della Corte dei Conti: “Crollano come un castello di carte tutti gli alibi fino ad oggi accampati dal sindaco Damiano ed in primo luogo quello di non poter operare causa la carenza di risorse finanziarie. Tra le critiche mosse dalla Corte dei Conti c’è infatti il mancato riscontro della coerenza del PEG con il bilancio ed i programmi e l’assenza di una organizzazione dei singoli servizi sulla base delle esigenze della popolazione”. Come dire i soldi, pochi o molti che siano – e sono pochi – non sono stati spesi così com’era giusto fare. Fazio boccia – attraverso il documento della Corte dei Conti – “il gran numero di affidamenti di lavori, servizi e forniture, che sono stati dati attraverso procedure negoziate senza pubblicazione di bando”. Sotto tiro anche affidamenti diretti e cottimi fiduciari. La mannaia di Fazio cade anche sui controlli interni. Per il parlamentare regionale la Corte dei Conti ha confermato l’assenza di un collegamento tra indirizzo politico dell’amministrazione e gestione dell’attività degli uffici. Emerge il quadro di “un Comune e di una macchina amministrativa sfuggiti di mano”. Il consigliere Salone rincara la dose: “La Corte dei Conti oggi ci viene a certificare nel freddo linguaggio dei punti di criticità ciò di cui i cittadini si sono resi conto sulla loro pelle: la città è
abbandonata a se stessa e il Comune non è in grado di rendere servizi e dare risposte. Sono certo che nei prossimi giorni il sindaco si precipiterà a puntualizzare, precisare, specificare, chiarire, ogni singola contestazione della Corte dei Conti, ma la verità che giunge fuori tempo massimo. Ormai ha perso ogni credibilità, prima che nei confronti della politica, nei confronti dei trapanesi cui impone la sua ingombrante presenza. La relazione della corte dei conti è già una sorta di mozione di sfiducia. Damiano dovrebbe prenderne atto e dimettersi per il bene della città, visto che il consiglio comunale non riesce a compattarsi su una mozione da far propria”. Il sindaco Vito Damiano ha finora come priorità amministrativa il rispetto del patto di stabilità interno. Un obiettivo che è riuscito a raggiungere che considera fondamentale per qualsiasi ipotesi di rilancio dell’attività amministrativa. E’ stato anche tra i primi sindaci ad alzare il livello del confronto con la Regione e con lo Stato per la progressiva riduzione dei fondi trasferiti al suo Comune. Ora la deliberazione della Corte dei Conti riapre il confronto sulla gestione dei conti di Palazzo D’Alì.

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