IMPRESE CONFISCATE ALLA MAFIA A RISCHIO. AMMINISTRATORI GIUDIZIARI SOTTO ACCUSA

30 Gennaio 2015

Amministratori giudiziari incapaci o inefficienti rischiano di compromettere il futuro di diverse imprese confiscate alla mafia. A lanciare l’allarme è stata Mimma Argurio, componente della segreteria della Cgil Sicilia, nel corso del convegno svoltosi ieri sera a Palazzo Riccio di Morana, organizzato in occasione dell’arrivo a Trapani del Furgone della legalità. “Non tutti sono in grado di fare gli amministratori giudiziari”. Secondo la segretaria della Cgil, molti amministratori si comportano da veri e propri liquidatori. “A pagare – ha detto Argurio – sono sempre i lavoratori. Servono amministratori giudiziari che amministrino le aziende confiscate come se fossero le loro”. Il giudice Piero Grillo, presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, ha sottolineato che ci sono anche amministratori giudiziari capaci, in grado di svolgere il loro lavoro, ed ha auspicato una riforma della legge sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati. Il prefetto Leopoldo Falco, ha invece auspicato un potenziamento dell’Agenzia sui beni confiscati. “Ci sono grandi professionalità ma sono dannatamente pochi. Serve una squadra più consistente”. Il presidente di Confindustria Trapani Gregory Bongiorno ha invitato tutti ad avviare una stretta collaborazione tra le istituzioni. All’incontro hanno preso parte diversi sindaci della provincia che hanno elencato una serie di difficoltà legate alla gestione dei beni assegnati ai Comuni. “”E’ necessario – ha detto il segretario della Cgil di Trapani Filippo Cutrona – che ci siano investimenti da parte dello stato rivolti ai Comuni affinché i beni che si trovano in condizioni precarie vengano ristrutturati e resi disponibili alla collettività”.  Il Furgone della legalità ha fatto tappa ieri mattina al Centro commerciale Belicittà, confiscato a Giuseppe Grigoli, imprenditore di Castelvetrano condannato per mafia, ed all’Ag Trasporti, impresa di trasporto merci su strada e di attività di facchinaggio, oggi in amministrazione controllata dopo essere stata sequestrata nel 2013 perché riconducibile al boss di Brancaccio Cesare Lupo. Nel pomeriggio s’è spostato a Trapani per fare tappa ai cantieri della Coling, azienda di Trapani sequestrata agli imprenditori Francesco e Vincenzo Morici, ed alla Calcestruzzi ericina libera, azienda confiscata al boss Vincenzo Virga e oggi gestita dalla cooperativa dei lavoratori.

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