IMMIGRAZIONE CLANDESTINA DI ROMENI IN ITALIA, CONDANNATO IMPRENDITORE TRAPANESE

28 Gennaio 2015

Avrebbe favorito l’ingresso in Italia di cittadini romeni impiegati in nero presso le abitazioni di liberi professionisti, funzionari e commercianti. Un imprenditore, Giuseppe Favara, è stato condannato dal Tribunale di Trapani a tre anni e sei mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 75 mila euro. Le indagini, condotte dal personale della Guardia di Finanza e della squadra mobile di Trapani, erano state avviate dieci anni fa a seguito della denuncia di una cittadina romena. La donna rivelò l’esistenza di un’organizzazione criminale che agevolava l’ingresso e la permanenza di clandestini dalla Romania. Molti arrivavano in Italia muniti solo del permesso turistico. Venivano impiegati in nero presso abitazioni private o nei campi. Costretti a lavorare senza alcuna tutela o garanzia, anche per quattordici ore al giorno, con retribuzioni che non superavano i cinquecento euro mensili. Ad ogni lavoratore veniva richiesto, al momento dell’arrivo a Trapani, il pagamento di una somma di denaro per l’intermediazione svolta. Favara è stato ritenuto colpevole di solo alcuni degli episodi contestati. L’imprenditore è stato assolto, al pari di altri imputati, Antonino Tranchida, Girolamo Chiara e Francesco Vultaggio, che, a vario titolo erano finiti pure loro sotto processo. Il Tribunale, inoltre, ha dichiarato di non doversi procedere, per prescrizione, in ordine ad altre accuse che erano state mosse nei confronti di quattro imputati, Laurentia Potec, Antonino Tranchida, Vito Pilato e Stefano Parisi.

 

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