ERICE, BOCCIATO IL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

16 Gennaio 2015

Niente da fare. Ad Erice non sarà di casa il registro delle unioni civili. Il consiglio ha bocciato la proposta della consigliera Valeria Ciaravino. L’atto deliberativo era stato già affossato nel mese di settembre dell’anno scorso. Un voto trasversale ha detto no ad una iniziativa che ha invece trovato ben altra attenzione e soprattutto il voto favorevole dell’aula, come è accaduto a Trapani e Valderice. Favorevoli all’istituzione del registro delle unioni civili si sono dichiarati la Ciaravino, relatrice dell’atto deliberativo, il compagno di gruppo Pino Agliastro, i consiglieri del Pd Diego Sugameli e Salvatore Cusenza – che ha presieduto i lavori sostituendo il presidente Ninni Romano – ed il “tranchidiano” Paolo Genco. I no sono stati invece 7. Il gruppo del Psi ha votato contro (Alberto Mazzeo, Giuseppe Vassallo, Giuseppe Alastra e Luigi Nacci) con la sola eccezione del consigliere Enzo Caico che ha invece deciso di astenersi al momento del voto. Ai no socialisti si sono aggiunti quelli di Cettina Montalto, del “tranchidiano” Antonino Ingrasciotta e del compagno di gruppo della Ciaravino, Giovanni Maltese. Altri due astenuti oltre Caico, si tratta di Santino Alastra (Sicilia Democratica) e del  “tranchidiano” Pippo Martines. Voto fortemente trasversale che per l’argomento in questione non poteva determinare ordini di schieramento o responsabilità di maggioranza. Ma il Pd ha comunque voluto commentare ciò che è accaduto in aula: “Il registro avrebbe rappresentato un opportunità per tutti coloro che pur non essendo sposati desiderano un riconoscimento della loro unione. Mentre in Parlamento prosegue l’iter legislativo della proposta sulle unioni civili voluta dal nostro governo e gli albi vengono istituiti in molti Comuni della nostra provincia, il consiglio comunale ericino perde una importante occasione per ampliare i diritti dei suoi cittadini”. I democratici non ci stanno e non mollano la presa ed annuncia: “Iniziative volte all’apertura di un dibattito con i cittadini, al fine di riportare con più forza la proposta in consiglio comunale”.

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