ALCAMO, IL PD CONTRO GLI AMICI DELL’EX SINDACO GIACOMO SCALA

8 Gennaio 2015

Un’ assemblea aperta ed alla presenza della segreteria provinciale e regionale. I democfratici di Alcamo dettano la loro nuova linea politica. Ma intanto rispondono allo strappo che si è consumato con la nascita del gruppo di “Sicilia Democratica”. La scelta dei consiglieri Giuseppe Stabile, Antonio Fundarò, Marianna Vario e Gaspare Coppola di aderirvi, lasciando gruppo e partito viene bocciata duramente. “Il Pd di Alcamo – si legge in una nota del circolo cittadino – prende atto dei sedicenti <ripensamenti ideologici> dei consiglieri che hanno deciso di fuoriuscire dal partito stesso, creando, con la regia di una classe dirigente, un nuovo soggetto politico”. Il livello dello scontro con gli amici dell’ex sindaco Giacomo Scala si fa sempre più duro quando il Pd mette in discussione la credibilità delle scelte dei fuoriusciti: “A coloro che di nuovo hanno solo il nome e che ormai hanno abbandonato definitivamente il Partito Democratico auguriamo di proseguire un percorso politico lineare che non si nasconda dietro il rinnovato interesse a fare politica in favore dei cittadini”. Quella intrapresa dai quattro amici di Scala viene dunque considerata una strada di non ritorno”. Da qui la controffensiva dei democratici che non nascondono le questioni interne. Ma aggiungono anche che puntano a ridefinire la strategia del partito presentando il Pd come “un luogo di confronto aperto a tutte le componenti di partito, confronto che ha già avuto un suo avvio per dare inizio ad un partito che ha voglia di rilanciare la sua azione politica per ricominciare a essere riferimento in città per una politica inclusiva delle varie anime del Pd”. Ed ancora: “La classe dirigente che rimane, che nel tempo si è rinnovata e che continuerà a farlo, rappresentata in questo momento in consiglio comunale dal presidente, crede nei propri ideali ed è pronta ad affrontare, la realtà politica di Alcamo piuttosto che scappare verso altri lidi”. I democratici ripartono dunque dal presidente del consiglio Giuseppe Scibilia. E’ lui, in questa fase, a rappresentare il partito in consiglio. Soltanto lui. Il nuovo Pd, o meglio, il Pd che verrà “è pronto a continuare il suo dialogo con la città, proponendo un linguaggio nuovo che superi alcuni errori della passata classe dirigente prestando particolare attenzione al coinvolgimento di movimenti ed associazioni civiche ed ambientaliste presenti nel territorio che possano trovare nel Pd una casa dove abitare in armonia, nella piena valorizzazione delle diversità ideali e far diventare le stesse idee proposte da trasferire e condividere con chi amministra”. Scontato il sostegno all’amministrazione del sindaco Sebastiano Bonventre e l’impegno a rilanciarne l’azione di governo assieme al fianco degli alleati.

 

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