AIRGEST, LA RICAPITALIZZAZIONE ED IL FUTURO DELL’AEROPORTO DI BIRGI

L’assemblea straordinaria dei soci dell’Airgest ha fatto un altro passo avanti verso la ricapitalzzazione. E’ tornata a riunirsi ieri e lo farà anche l prossimo 3 novembre, quando l’aumento di capitale sarà al rush finale. C’è un accordo sostanziale tra i soci per mettere un nuovo tassello nel progetto di rilancio dell’aeroporto di Birgi. La Regione, l’ha anche messo per iscritto, è pronta a fare la sua parte, fugando così i dubbi su un suo disimpegno nei confronti del “Vincenzo Florio”. Detiene il 49% delle azioni, che assieme al 2% della Camera di Commercio, rappresenta la quota pubblica dell’azionariato Airgest. Sono pronti a fare la loro parte anche i privati che hanno il restante 49% delle azioni. Il confronto sull’aumento di capitale è stato articolato perché non è soltanto un problema finanziario. La ricapitalizzazione da circa 7 miilioni di euro è una sorta d’investimento per il futuro. Non si tratta di un intervento per ripianare debiti pregressi ma per definire e soprattutto concretizzare un piano d’investimento per potenziare Birgi. Chi si assumerà l’impegno di partecipare alla ricapitalizzazione decide di puntare sull’aeroporto mettendolo nelle condizioni di affrontare il mercato e di essere una delle alternative per il traffico aereo nazionale ed internazionale. Il confronto all’interno dell’assemblea dei soci lascerebbe intendere che l’assetto azionario che si determinerà dopo la ricapitalizzazione non dovrebbe subire cambiamenti sostanziali o radicali rispetto a quello attuale. Ma sarà comunque necessario verificare le scelte di ogni singolo socio nell’assemblea del 3 novembre. Sul piano parallelo dell’azione di co-marketing messa in atto dalla Camera di Commercio e dalla coalizione dei Comuni si è registrata la scelta dell’amministrazione di Alcamo d’inserire nel bilancio di previsione 2014, adottato dalla giunta, la quota parte del Comune che è di 60 mila euro. L’azione di co-marketing della coalizione dei Comuni è, al momento, un elemento irrinunciabile per confermare la presenza di Ryanair all’aeroporto di Birgi. Si tratta di un impegno finanziario complessivo di 2 milioni di euro per tre anni, che va ad affiancarsi all’altro accordo di co-marketing dell’Airgest che è invece di 3 milioni e 400 mila euro anche in questo caso per 3 anni. “Assaeroporti”, l’associazione delle società di gestione degli aeroporti italiani, ha diffuso, di recente, i dati relativi al traffico aereo negli scali nazionali da gennaio a luglio. Birgi ha superato la quota di un milione di passeggeri. Dato in linea con la previsione del 2014 di un milione e 500 mila passeggeri. La ricapitalizzazione dell’Airgest ed il ruolo di Regione e privati vanno ad inseririrsi in un altro progetto più ampio che si va sempre più definendo come la soluzione per rilanciare gli aeroporti siciliani. Va infatti prendendo corpo il polo aeroportuale della Sicilia Occidentale che comprenderebbe Palermo, Birgi, Pantelleria e Lampedusa e che andrebbe ad affiancarsi al polo aeroportuale della Sicilia Orientale con Catania e Comiso. Una sorta di messa in rete degli scali dell’Isola non più in competizione fra loro ma uniti dalla prospettiva comune di essere un contenitore unico ma differenziato di offerta nel trasporto aereo e soprattuto uno strumento unitario di competizione con tutti gli altri scali.

Commenti

commenti