CANTIERI NAVALI: TOCCA AL BACINO

Aggiudicati i lavori per recuperare la struttura galleggiante. La Cgil chiede l assunzione degli operai licenziati dopo la crisi del CNT

Toccherà alla “Metalmeccanica Agrigentina srl” il compito di ristrutturare il bacino galleggiante del porto di Trapani. La Regione ha dato il via libera all'affidamento dei lavori per un importo di 4.755.943,46 euro. Ma è soltanto un capitolo della vertenza porto. L'altro, forse ancora più importante, è quello della gara d'appalto per l'affidamento della concessione demaniale. Si tratta dell'area ex Satin. Il Ministero delle Infrastrutture non ha ancora reso nota l'azienda che avrà la concessione. Per il segretario provinciale della Cgil Filippo Cutrona ci sono ancora nodi da sciogliere:  “I lavori di ristrutturazione del bacino di carenaggio galleggiante sono stati finalmente appaltati ma sul Cantiere navale di Trapani permane un complessivo disinteresse. Purtroppo, alle legittime e condivise prese di posizione a difesa dell'autonomia gestionale del porto di Trapani non corrisponde lo stesso interesse per il settore della cantieristica”. Cutrona non fa sconti: “Il disinteresse di una parte delle Istituzioni, della politica e delle forze economiche nei confronti di un importante settore produttivo che rappresenta il volano per lo sviluppo del porto e un'importante realtà occupazionale”. Il segretario della Cgil punta il dito, fra gli altri, contro il Comune di Trapani. Ha invece apprezzato il lavoro svolto finora dalla Prefettura: In questi anni nella vertenza del Cnt la Prefettura ha svolto un determinante ruolo a sostegno delle azioni sindacali e dei lavoratori. Stesso interesse non è stato mostrato da altre Istituzioni, con in testa il Comune di Trapani, e dalle forze politiche ed economiche che oggi, al di la delle competenze, continuano a esprimere, attraverso il silenzio, indifferenza e poca sensibilità per il Cantiere navale che, dopo il sequestro e il fallimento, continua a essere inattivo colpendo duramente il settore della cantieristica e il suo indotto”.Per Cutrona “in gioco non c'è soltanto il rilancio del Cantiere navale ma il futuro occupazionale dei 42 operai, licenziati dopo il fallimento dell'azienda e per i quali il sindacato chiede la riassunzione”. I lavori di ristrutturazione del bacino galleggiante dureranno circa un anno. La Cgil ha una soluzione per i lavoratori licenziati: “Possono essere assunti dall'azienda che ristrutturerà il bacino galleggiante”. La richiesta della Cgil sarà formalizzata in un incontro con l'assessore regionale alle Attività Produttive Linda Vancheri.

 

 

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