CRESCE DISOCCUPAZIONE A TRAPANI

Il segretario generale della Cgil Filippo Cutrona traccia un quadro allarmante. Raddoppiato in quattro anni il numero dei senza lavoro. Giudizio severo sui politici

La percentuale dei disoccupati in provincia di Trapani è passata negli ultimi quattro anni dal 10,76 per cento, nel 2008, al 18,01 per cento, nel 2012, con una crescita di quasi otto punti. Sono dati preoccupanti quelli illustrati dal segretario generale della Cgil Filippo Cutrona, durante i lavori del congresso provinciale svoltosi oggi al Baglio Santa Croce a Valderice. Negli ultimi cinque anni 3.200 imprese hanno chiuso i battenti in provincia di Trapani. “Tra il 2012 ed il 2013 – ha detto Cutrona – c'è stata una diminuzione della casa integrazione ordinaria passata da 604.440 ore nel  2012  a 289.624 lo scorso anno. Ma questo dato non deve trarci in inganno perchè la flessione del 47,91 per cento s'è raggiunta non con il lavoro regolare, ma con il forte aumento del lavoro nero, con la fine del periodo in cui le aziende potevano usufruire dello strumento degli armotizzatori sociali e con la cessata attività delle aziende”. Nel 2013 sono invece raddoppiate, rispetto al precedente anno, le domande per gli ammortizzatori sociali in deroga, passate da 286 a 496. Cutrona ha sottolineato che “la mancanza di stabilità politica degli ultimi tre anni ha determinato, in provincia di Trapani, un blocco delle politiche legate allo sviluppo complessivo sostituite da provvedimenti tampone dagli effeti negativi che hanno avuto solamente gravi ripercussioni sui lavoratori e sui pensionati”. Il segretario generale della Cgil ha anche lanciato un appello al neo commissario straordinario della Provincia Antonio Ingroia chiedendo “attenzione ed impegno a difesa del lavoro sia per i precari dell'Ente che per i dipendenti della società partecipata Megaservice posta in liquidazione”. “Stabilizzare i precari – ha detto Cutrona – è anzitutto un dovere morale nei confronti di migliaia di lavoratori, illusi da una classe politica clientelare e senza scrupoli che, garantendo un seppur precario posto di lavoro, s'è assicura fortune elettorali”.

 

 

 

 

 

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