PACECO, DOMANI LA PROTESTA AL COMUNE PER I CANTIERI DI LAVORO

Se anche loro hanno scelto di protestare con i “gilet” gialli lo sapremo soltanto domani mattina, quando si raduneranno davanti al Palazzo Comunale per protestare contro l’amministrazione del sindaco Peppe Scarcella. Si tratta dei lavoratori disoccupati che aspettano di poter essere impiegati nei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione. Sei quelli del Comune: tre mesi di lavoro per 80 ore mensili. L’avviso che annuncia la mafestazione di domani alle 10,30 ha aperto il dibattito in paese ed i disoccupati che dovrebbero parteciparvi sono stati accomunati – con un po’ di fantasia, tanta ironia, ed un paragone che stenta a reggere – ai francesi che stanno mettendo a dura prova il Presidente Macron, che non riesce a dare una risposta alla protesta che ha portato a cortei, manifestazioni ed anche a violenze, cominciate con il caro-carburante ed estese ad altre questioni aperte che rimandano alle condizioni economiche e di vita di una parte dei francesi. Non c’è da attendersi nulla di tutto questo a Paceco ma che ci sia malessere e malcontento nel valutare l’operato dell’amministrazione è sempre più evidente. I disoccupati interessati ai cantieri di lavoro ce l’hanno con la giunta e con gli assessori che hanno fatto passare il primo termine dello scorso 21 novembre senza aver presentato i progetti per essere finanziati: in tutto, 176 mila euro. Ora c’è una prova d’appello perché la Regione ha prorogato il termine per la presentazione dei progetti. Si potrà farlo fino al 21 gennaio. Ma i disoccupati temono che l’amministrazione faccia passare anche questa data senza intervenire percheè sanno che negli uffici di competenza s’è fatto poco o nulla. Da qui la decisione di tenere sotto pressione l’amministrazione con una manifestazione di protesta. L’avvio “gira” sui  social. Ed ha anche fatto nascere il confronto-forzatura con quel che sta accadendo in Francia, alle prese con una vera e propria rivolta sociale con tanto di “gilet” giallo, ormai simbolo delle manifestazioni di protesta. I disoccupati chiedono anche le dimissioni degli assessori che hanno – a loro dire – fallito già lo scorso 21 novembre.

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