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BIRGI, LA VISITA DI MUSUMECI ED I NUOVI EQUILIBRI POLITICI SULL’AEROPORTO. DB IN PRIMA LINEA

La presenza, ieri, del Presidente della Regione Nello Musumeci all’aeroporto di Birgi non ha aggiunto nulla di nuovo a quel che già si sapeva. Ha invece cambiato gli equilibri politici sullo scalo trapanese. Quel che si sapeva e che è stato ribadito è che Birgi rimane strategico, che la Regione non intende abbandonarlo – del resto sarebbe un suicidio politico ed anche economico, rispetto agli aumenti di capitale sostenuti da quando è entrata nel pacchetto azionario di Airgest -, che Musumeci punta ai due poli aeroportuali, Birgi e Palermo da un lato, Comiso e Catania, dall’altro, che se fosse soltanto per lui farebbe una sola società di gestione ma comprende le esigenze dei territori ed è disponibile a concedere due socieà di gestione per i rispettivi poli. Quel che si sapeva e che è stato ribadito è anche che i poli dovranno essere privatizzati, come sottolinea il Piano nazionale del trasporto aereo. Che la parte pubblica dovrà avere un ruolo e quindi rimanere nel pacchetto azionario ma con una posizione strategica ma non di maggioranza. Il Piano nazionale ipotizza il 20%. Musumeci ha poi invitato i Comuni e la Camera di Commercio – in parte, il cosiddetto “territorio” – a fare la loro parte. Non soltanto con le proposte di marketing territoriale ma entrando, anche simbolicamente, nel pacchetto azionario. Lo stesso Presidente ha avuto modo di verificare che il processo di fusione delle società di gestione è chiaramente più facile ad “oriente” perchè c’è già di fatto e più difficile ad “occidente” perchè a Palermo l’azionista di maggioranza è il sindaco Leoluca Orlando che ha finora mostrato poco interesse verso i progetti di fusione e di poli. Con un aeroporto che, così com’è, ha una crescita esponenziale, appare più che mai problematico mettere in discussione l’attuale gestione dello scalo “Falcone e Borsellino”. Orlando  non ha mai fatto salti di gioia nè di fronte alla prospettiva della fusione con Birgi, nè rispetto ad un processo di privatizzazione degli scali siciliani. La GESAP ha risorse a disposizione, “paga” con il co-marketing le compagnie aree low cost, come Ryanair, e fa numeri importanti. Perchè dovrebbe cambiare? Infatti non cambia. La visita di Musumeci ha invece portato novità politiche. Una su tutte. L’aeroporto passa in carico a “Diventerà Bellissima”. Il canale di comunicazione per discutere di Birgi è ora il Movimento. Non a caso tutto lo stato maggiore di DB trapanese era al fianco del Presidente. E non a caso il neo presidente dello IACP Paolo Ruggieri – che è anche coordinatore provinciale del movimento – è stato a lungo al fianco del Governatore. Ed ancora non a caso il circolo Trapani-Erice di DB ha voluto rimarcare, con una nota stampa, che “il governo regionale e il Presidente Musumeci non hanno mai pensato di abbandonare il nostro aeroporto al suo destino e chi dice il contrario lo fa solo per becera strumentalizzazione politica”. Il presidente del circolo Vincenzo Maltese ha poi messo un altro paletto: “Basti pensare alla ricapitalizzazione di Airgest senza la quale la società avrebbe chiuso, e al il via libera alla trattativa privata con altre compagnie. Oggi però solo la sinergia e la fusione con Gesap, la società che gestisce lo scalo di Palermo, può consentire il rilancio della provincia di Trapani, al pari delle strategie di co marketing seri per incrementare i flussi turistici”. A seguire le dichiarazioni del dirigente regionale di DB Vincenzo Abate. Per l’avvocato alcamese “la volontà del Governo Musumeci è chiara e decisa: lo scalo aeroportuale di Birgi è una risorsa che non può essere nè dispersa, nè abbandonata!”. Ed ancora: “Non è mai mancato il sostegno della Regione Siciliana, e nei prossimi giorni sarà, con ancora maggiore vigore, proseguita la soluzione della creazione di un’unica società di gestione fra Airgest e Gesap. Una sinergia fra i due aeroporti che avrà benefici economici e gestionali per entrambi gli scali della Sicilia Occidentale”.DB intende muoversi da protagonista su Birgi. E’ dunque in atto qualcosa di simile ad un passaggio di consegne. Finora la politica che si era occupata dell’aeroporto aveva i nomi dell’ex assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi e dell’assessore regionale Mimmo Turano. La vertenza Birgi passa ora direttamente nelle mani di Musumeci e dei suoi dirigenti sul territorio. Onori ed oneri. Un primo segnale di svolta arriverà a breve con la sostituzione della dimissionaria Elena Ferraro del Cda di Airgest. Era in quota al Presidente della Regione, ma dopo 9 mesi d’attività gli uffici di Palermo si sarebbero accorti della mancanza di requisiti per stare nella cabina di regia dell’aeroporto. Lei, nelle sue poche righe che annunciavano le sue dimissioni, si è scagliaqtaq contro l’inefficienza della Regione. Prendendo in considerazione i nuovi equilibri politici su Birgi può nascere un’altra considerazione. L’esigenza di avere nel Cda di Airgest più che un componente di riferimento di Musumeci: meglio un fedelissimo.




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