• Home »
  • Attualità »
  • FAVIGNANA, LA DITTA CASTIGLIONE AUTORIZZATA A CALARE LE RETI PER LA PESCA DEL TONNO. MA NON C’E’ ANCORA LA QUOTA

FAVIGNANA, LA DITTA CASTIGLIONE AUTORIZZATA A CALARE LE RETI PER LA PESCA DEL TONNO. MA NON C’E’ ANCORA LA QUOTA

Soddisfazione, sì, perché comunque un risultato è stato raggiunto ma la “beffa” può essere dietro l’angolo e di conseguenza è necessario attendere ancora prima di pote cantare definitivamente vittoria. C’è intanto il decreto del Ministero delle Politiche Agricole che autorizza la ditta Castiglione a calare le reti nella tonnara di Favignana per poter tornare a dar vita alla mattanza. E’ come dice il sindaco Peppe Pagoto un risultato storico. L’amministratore della “Castiglione”, Filippo Amodeo, è più pragmatico dopo i ringraziamenti: “Siamo contenti del risultato raggiunto, per il quale ringraziamo la politica a tutti i livelli, a partire dall’amministrazione comunale di Favignana, per il sostegno e il percorso comune, alla Regione e naturalmente al Ministero per la fondamentale autorizzazione. Adesso aspettiamo lo step finale e più importante, per capire qual è la quota tonno destinata alla Tonnara di Favignana, che chiarirà la fattibilità del progetto definendo la sua sostenibilità o meno. Questo è un primo passo importante, adesso siamo in attesa di conoscere la quota assegnata”. Ecco il vero nodo da sciogliere. Quello della quota. Finora si è registrata l’egemonia delle tonnare della Sardegna, che hanno saputo curare al meglio i loro interessi. L’autorizzazione alla Castiglione è un primo varco, ma senza una quota tonno che possa consentire alla ditta d’investire ma anche di guadagnarci tutto verrebbe vanificato. Il sindaco Pagoto è comunque fiducioso e pensa già al futuro: “Una notizia che aspettavamo da tanto. Ci abbiamo creduto e lavorato tanto. Per la nostra realtà si tratta di un patrimonio inestimabile, e sappiamo che è possibile trovare l’equilibrio tra la giusta tutela ambientale e le esigenze economiche del territorio. Far ripartire la tonnara significa dare lavoro diretto, da chi è impegnato nella preparazione delle strutture alla lavorazione del pescato, e indiretto, grazie all’attrazione turistica che favorisce l’indotto, rappresentato non solo da alberghi e ristoranti. Voglio condividere questo risultato in attesa che si perfezioni con la riattivazione dell’attività, con quanti ci hanno creduto fin dall’inizio e con tutta la comunità”.

Commenti

commenti