TRAPANI, CUTRONA (CGIL): “IL PORTO E’ PARALIZZATO”

Più che una sentenza inappellabile è un’accusa con tanto di prove. Si trova nella relazione che Filippo Cutrona ha presentato e letto al congresso che lo ha confermato al vertice della Cgil trapanese. Il nodo da sciogliere è quello del porto. Quello di Trapani. E Cutrona non poteva essere più chiaro: “Oggi il porto di Trapani è paralizzato. Parlare dello sviluppo di un porto che, ad oggi, non è dotato di un Piano regolatore e che attende da oltre un decennio il completamento dei lavori al molo Ronciglio ed il dragaggio, sembra essere una contraddizione”. Il sindacalista della Cgil non è stato soltanto chiaro ma anche netto: “Non possiamo sottacere che nel porto di Trapani convergono, da sempre, interessi che ne hanno frenato lo sviluppo e non hanno consentito al porto commerciale, a quello turistico ed alla cantieristica, di decollare”. Una condizione di crisi che Cutrona pone all’attenzione dell’interlocutore più importante del porto. “Oggi il porto di Trapani – ha scritto nella sua relazione il riconfermato segretario della Cgil – è inserito nel sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale. Dal presidente dell’Autorità Portuale sono stati annunciati, nei mesi scorsi, investimenti per infrastrutture e nuove opportunità di collegamento, sia commerciale che turistico. Sviluppare il porto commerciale vuol dire consentire alle grandi navi commerciali e crocieristiche di attraccare al porto di Trapani”. Cutrona conclude la sua analisi sul porto di Trapani indicando un percorso da seguire. “Una città apprezzata dal turismo nautico e della vela – si legge nella relazione congressuale – non può non pensare di sviluppare un organizzato porto turistico, così come è stato progettato e realizzato il porto turistico di Capo d’Orlando, in grado di ospitare grandi yacht e competizioni veliche nazionali ed internazionali”.

 

 

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