TRAPANI, IL SINDACO E LA CISL. NUOVI PALETTI AL SINDACATO

Con la Cisl continua ad essere rottura. Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida torna all’attacco. Aveva mosso dubbi sugli uffici. S’è sentito dire: “Fai i nomi”. Ma il primo cittadino non sembra per nulla intenzionato a moderare la contesa. Ha preso di mira la gestione del sistema fognario – due allagamenti della città in pochi giorni, con una pioggia intensa ma non eccezionale – ed è tornato sulla “vertenza” ancora una volta: “Più che abbassare i toni occorre scoperchiare le fogne e tirar fuori tutto quel che puzza e ostruisce, non solo lo smaltimento delle piogge, regolarmente allagando la città, ma in primis i diritti alla salute e sicurezza dei cittadini ed operatori commerciali contribuenti”. La Cisl rimane nel mirino di Tranchida: “​​​​​​​Che il segretario generale Cisl Palermo – Trapani, dopo il referente locale, trovi il tempo per tentare di mettermi a tacere sul vergognoso scandalo della grave condizione e mancata manutenzione fognaria, non addebitale solo alla mala gestione politico – amministrativa pregressa, ingenera in me più di qualche ragionevole dubbio”. Tranchida non torna indietro e la sua accusa si fa sempre più pesante. Ritiene infatti che dietro gli allagamenti della città non ci siano soltanto errori e ritardi amministrativi ma anche altro, anche se non ha ancora specificato, nel dettaglio, cosa. Ha però detto che ci sono delle verifiche in corso che dovranno, alla loro conclusione, portare ad avere un quadro più chiaro sull’attività del sistema fognario cittadino. Tranchida si rivolge poi dirertamente al sindacato: “Se le relazioni sindacali che Cisl intende inaugurare con la mia amministrazione guardano alla tutela del bene collettivo e sociale dei trapanesi, nessuno problema a lavorare insieme e in tanti. Se invece si tende a tutelare, seppur legittimamente, singole e individuali irresponsabilità gestionali, mi dispiace, ma ci si troverà su posizioni nettamente opposte ed in ogni sede”. Nella parte conclusiva delle sue dichiarazioni Tranchida manda un messaggio forte e chiaro anche al Palazzo: “Chi amministra e gestisce la cosa pubblica, cioè il bene comune cittadino, deve farsi carico delle proprie responsabilità, tanto vale nella funzione politica, quanto in quella dirigenziale, tecnica e amministrativa. Io ragiono così e il mio mandato sindacale intende tutelare tutti i cittadini trapanesi, cominciando da quelli più indifesi e meno protetti”.

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