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BENI CONFISCATI ALLA MAFIA: SALVINI VUOLE VENDERLI AI PRIVATI. LO CURTO DICE NO

Come nell’uovo di Pasqua il decreto sicurezza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini contiene una sorpresa che in Sicilia potrebbe aprire un nuovo capitolo – e non dei migliori – nella già controversa storia della gestione dei beni confiscati alla mafia. A lanciare l’allarme sulla novità a trazione leghista è la presidente del gruppo dell’Udc all’Ars Eleonora Lo Curto che boccia la possibilità, contenuta nel provvedimento governativo, di vendere i beni confiscati ai privati. La parlamentare neodemocristiana fa una premessa: “Sui beni confiscati alle cosche mafiose non si possono fare passi indietro rispetto all’esigenza di farli utilizzare per finalità sociali ed imprenditoriali senza per questo cederli ai privati”. Poi entra nel merito del decreto: “La previsione della vendita ai privati, normata dal decreto sicurezza che porta la firma del leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini, è un escamotage anche pericoloso. È risaputo che i boss tentano in tutti i modi di riappropriarsi dei beni sottoposti a confisca. Finora lo hanno fatto ricorrendo ai Tribunali, da ora in poi utilizzeranno anche i soldi”. Per l’onorevole Lo Curto ci vuole ben altro: “Piuttosto, inviterei Matteo Salvini a riflettere sul fatto che l’Agenzia nazionale dei Beni confiscati abbia delle ripartizioni regionali, dotate di autonomia, in modo da potere consentire una più rapida assegnazione dei beni ed un pieno utilizzo degli stessi da parte dei Comuni e dei soggetti privati che vogliono investire per creare economia”. La presidente del gruppo Udc non si limita alla denuncia politica. Punta ad un’intesa anche con altri parlamentari: “Faccio appello ai tanti deputati dei Cinquestelle eletti in Sicilia ed a quanti nell’Isola osannano alla Lega, di far riconsiderare al governo nazionale questa scelta assurda. I beni confiscati alle mafie devono appartenere alla collettività per creare reddito ed occupazione. Occorre uno scatto di orgoglio e di responsabilità per non subire l’ennesimo scippo predatorio del governo che finge di ignorare che la Sicilia e i siciliani non possono subire l’oltraggio della mafia e quello odioso dell’indifferenza dello Stato”.

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