TRAPANI, CASAPOUND: “TRANCHIDA COME SAVONAROLA”

Giacomo Tranchida nel mirino. Di CasaPound e dei trapanesi che non hanno preso bene il vecchio ed immancabile allagamento della città alle prime piogge serie. Il Movimento lo chiama in causa per la mozione antifascista approvata dal consiglio comunale. Anche se fino a questo momento il sindaco è fuori dai giochi. E’ stata una iniziativa d’aula e soltanto quando l’amministrazione la prenderà in considerazione con un atto deliberativo si potrà chiamare in causa il primo cittadino. Ma CasaPound ha deciso di accorciare i tempi, con il solito striscione. Il primo invitava Tranchida – e qui l’interlocutore era lui – a portarsi gli immigrati a casa. Il nuovo striscione è quanto mai chiaro: “Tranchida ridicolo”. Quella del Movimento si presenta come un’azione preventiva perché CasaPound esprime preoccupazione per la mozione – richiesta di documento che attesta il ripudio dell’ideologia nazifascista per ottenere il suolo pubblico – che è stata votata a maggioranza in consiglio: “Questo provvedimento non arresterà
minimimamente le attività del nostro Movimento che non ha alcuna intenzione
di fare professione di antifascismo per esercitare il diritto, sancito in Costituzione, di esprimere le proprie idee in piena libertà senza imposizioni bullesche”. Ed ancora: “Se dovessimo riscontrare una qualsiasi limitazione nella libertà d’azione del nostro Movimento siamo pronti a ricorrere alle vie legali”. Per CasaPound basta il sostegno di Tranchida alla mozione per poterlo chiamare in causa anche senza atti amministrativi: “Tornano i tempi dell’inquisizione a Trapani. Tranchida nei panni di un redivivo Savonarola vuole decidere chi può e chi non può parlare in città. Chissà se si occuperà con tanta solerzia anche dei problemi seri della città o preferirà continuare a giocare al
68ino fuori tempo massimo”.

 

 

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