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EGADI, LA BASE NAVALE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA CHIUDE. L’AMAREZZA DELLA UIL

La base navale della Polizia Penitenziaria di Favignana chiude. Il pressing della Uil non è stato in grado di bloccare una decisione presa, a Roma, da tempo. Domani, sempre nella Capitale, si apre un nuovo capitolo: quello della ricollocazione del personale. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ci sarà un altro faccia a faccia con la Uil. Al tavolo delle trattative ci sarà il segretario regionale della UilPa Gioacchino Veneziano. Al suo fianco anche ul segretario nazionale di categoria Angelo Urso. “Abbiamo fatto il massimo per fare capire che era un’azione scellerata e priva di nessuna logica”, ha rimarcato Veneziano. Il sindacalista della Uil aveva puntato sul sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maurizio Vincenzo Santangelo che lo aveva contattato per confrontarsi sulla chiusura della base. Il senatore grillino non poteva che essere d’accordo con la Uil  contrario alla chiusura della base perchè nel 2016, da parlamentare d’opposizione, aveva presentato un’interrogazione, assieme altri 9 senatori del Movimento per far cambiare idea al Ministro della Giustizia Andrea Orlando. C’era il centrosinistra al governo ed il Pd aveva tutte le postazioni chiave. Santangelo, nell’interrogazione, era quanto mai chiaro e definiva “paradossale vedere cancellare una Forza dello Stato a Favignana”.Quel che era paradossale du anni fa è invece ora realtà. Con una ulteriore contraddizione. Nel contratto di governo giallo-verde è previsto il superamento della legge Madia, “quindi anche del decreto legislativo che ha anticipato la soppressione della base navale della Polizia Penitenziaria di Favignana”. Parla carte alla mano Veneziano, che conclude: “Si tratta della fine ingloriosa di un servizio dello Stato, in un territorio di confine considerata la presenza di oltre 100 detenuti nella locale Casa di Reclusione di Favignana, e qualcuno dovrà assumersi la vergogna di aver rimosso il servizio traduzioni dei detenuti compito istituzionale della Polizia Penitenziaria senza pensare alle conseguenze”.

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