TRAPANI, MDP HA UN NUOVO COORDINATORE. TOCCA A GANDOLFO

La sinistra c’è e prova a battere un colpo. Che nei suoi propositi dovrà essere socialista ed ecologista. Colpo che l’assemblea provinciale del Movimento Democratico e Progressita ha voluto battere anche a Trapani. Oggi si svolge la Conferenza Nazionale di “Articolo 1-Mdp”. Ieri c’è stata quella regionale. L’assemblea ha eletto i delegati alle due iniziative politiche. Ma ha soprattutto ridefinito l’organizzazione interna del movimento, dopo le Politiche dello scorso 5 marzo e la presa d’atto della “valanga” elettorale giallo-verde che ha messo in crisi il progetto di “Liberi ed Uguali”. Mdp ne è stata una delle componenti più importanti. La sua assemblea provinciale ha deciso di rimettere in sesto il “partito” prima di affrontare le prossime sfide. La responsabilità di guidare l’Mdp trapanese è stata affidata ad Antonio Gandolfo (Trapani), che prende il posto del giovane Leandro Bianco (Mazara del Vallo). Sia l’uno che l’altro hanno fatto parte del comitato politico che si è occupato delle elezioni per il rinnovo di Camera e Senato. L’esecutivo elettorale c’erano anche Filippo Salerno (Trapani), Francesco Cucchiara (Alcamo), il partannese Antonino La Tona ed il marsalese Fabio D’Anna. L’assemblea provinciale è dunque il primo atto politico dell’Mdp post voto. Oltre all’elezione di Gandolfo, il Movimento ha rinnovato il suo coordinamento. In tutto, 30 dirigenti. Oltre a Gandolfo e Bianco ne fanno parte Maria Vincenza Anselmo, Leonardo Ballatore, Francesco Bellafiore, Vincenzo Campo, Graziella Candela, Giovanni Cascio, Nicolò Clemenza, Francesco Cucchiara, Peppe Culcasi, Antonino Culmone, Filippo Cutrona, Giuseppe Favara, Giacomo Ferrara, Piero Genco, Gaspare Giaramita, Antonella Granello, Antonino La Tona, Sergio Lanceri, Marianna Manzo, Salvatore Mucaria, Michele Petrusa, Filippo Salerno, Giuseppe Sata, Gaspare Salvatore Savona, Salvatore Spagnolo, Diego Sugamele, Nicolò Tammuzza ed Aldo Virzì. Prima del voto per le Politiche alcuni rappresentanti dell’Mdp avevano ricevuto l’incarico di costituire i coordinamenti cittadini ed erano stati nominati referenti locali. In particolare: Cascio (Castelvetrano), Campo (Isole Egadi), Clemenza (Partanna), Cucchiara (Alcamo), Culcasi (Custonaci), Culmone (Poggioreale), Vincenzo Reina (Mazara del Vallo), D’Anna (Marsala), Manzo (Salemi), Petrusa (Salaparuta), Spagnolo (Buseto Palizzolo), Sugamele (Erice). Lavoro di riorganizzazione sul territorio che dopo l’assemblea provinciale non potrà che essere intensificato. Nell’agenda politica trapanese, nel 2019, si registrano due appuntamenti elettorali imporanti, le Comunali a Mazara del Vallo ed a Salemi. Il rinnovo dell’amministrazione belicina dovrà confrontarsi con il nuovo sistema elettorale maggioritario che impone alleanze ed intese prima del voto. Il Comune è nelle mani del Pd ed il sindaco Domenico Venuti, dirigente regionale dei Dem, dovrebbe puntare al suo secondo mandato. Sarà un banco di prova significativo per saggiare i rapporti politici tra Pd ed Mdp. A Mazara il sindaco uscente è Nicola Cristaldi e qui è il blocco di centrodestra – nelle sue varie articolazioni – l’avversario da battere. E’ la città che fino a poco tempo fa esprimeva il coordinatore provinciale di Mdp, Leandro Bianco, ed è soprattutto un Comune strategico nell’economia complessiva della politica trapanese. Se la sinistra intende costruire un nuovo percorso politico non potrà che essere protagonista in questi due prossimi appuntamenti elettorali. Da verificare anche la linea politica che il Movimento terrà nei confronti delle amministrazioni comunali uscite dal voto dello scorso giugno, a cominciare dal Comune di Trapani con l’elezione di Giacomo Tranchida. Il sostegno – anche senza rappresentanza consiliare – al neo primo cittadino non è per nulla scontato, anche se all’interno del Movimento ci sono più anime e posizioni politiche nei confronti dell’amministrazione di Palazzo D’Alì. Il nuovo coordinamento provinciale dice anche che Mdp trapanese è a trazione sindacale. Nella sua cabina di regia c’è lo stato maggiore della Cgil, a cominciare dal segretario provinciale Cutrona. Adesioni individuali che non impegnano il sindacato ma che tracciano tuttavia una linea politica ed ideale che rimanda alle iniziative ed alle istanze portate avanti dall’organizzazione sindacale.

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