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EX PROVINCE, LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA L’ELEZIONE DIRETTA. COME CAMBIANO LE CANDIDATURE “TRAPANESI”

Azzerate con un tratto di penna carriere politiche in divenire e recuperi in extremis dopo una bastosta elettorale. Le elezioni nei Liberi Consorzi Comunali (ex Province regionali) rimangono di secondo grado. Saranno dunque un affare di sindaci e consiglieri comunali e non ci sarà l’elezione diretta come avrebbe voluto il governo siciliano. Da qui, l’amarezza del Presidente della Regione Nello Musumeci. La norma, approvata dall’Assemblea regionale siciliana, che aveva reintrodotto l’elezione diretta di presidente e consiglio dei Liberi Consorzi era stata impugnata dal governo Gentiloni. La Corte Costituzionale si è ora espressa ed è stata quanto mai chiara. Le scelte politiche della Sicilia avrebbero messo in discussione la legge nazionale, la cosiddetta Delrio, creando una sorta di vulnus istituzionale. La strada da seguire è dunque quella della norma nazionale. Ora gli uffici della Regione dovranno dire come sarà necessario arrivare a nuove elezioni. Tornano di moda gli elenchi di consiglieri e sindaci. La politica trapanese dovrà prenderne atto. La sentenza della Corte Costituzionale finisce per premiare ma anche bocciare alcune velleità politiche. Salta la candidatura alla presidenza del Libero Consorzio del sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi. ll suo Comune andrà al voto l’anno prossimo. I tempi non riescono più a coincidere. Prendono invece quota le soluzioni che rimandano a sindaci appena eletti: Giacomo Tranchida su tutti, ma anche il sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo potrebbe avere le sue chance, come il primo cittadino delle Isole Egadi Peppe Pagoto. Nella Valle del Belice potrebbe emergere la candidatura del sindaco di Partanna Nicola Catania, mentre il centrodestra potrebbe valutare la soluzione che porta al sindaco di Custonaci Peppe Bica. Sarebbe invece fuori gioco per lo stesso problema di Cristaldi, il sindaco di Salemi Domenico Venuti, eletto nel 2014 e di conseguenza alle prese con il nuovo voto l’anno prossimo. Candidature e strategie politiche che dovranno comunque fare i conti con i tempi dell’Ars e della Regione. La data delle elezioni sarà frutto di un’articolata mediazione.

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