TRAPANI, PRIMA SEDUTA CONSILIARE. GUAIANA PRESIDENTE, SAFINA VICEPRESIDENTE

Giuseppe Guaiana è il nuovo presidente del consiglio comunale di Trapani. E’ stato eletto con 21 voti e 3 schede bianche. Due voti in più della maggioranza che lo aveva candidato e che l’ha poi votato. Due voti che arrivano dalla minoranza. Le indiscrezioni di Palazzo portano ai consiglieri di minoranza Gaspare Gianformaggio e alla forzista Claudia La Barbera. Indiscrezioni che lavorano con il sistema dell’esclusione: le due consigliere grilline Francesca Trapani e Chiara Cavallino e Silvio Mangano vengono affiancati alle tre schede bianche. L’elezione di Guaiana, che ha presieduto l’aula prima del voto perché consigliere più votato, è andata secondo l’intesa che lega il sindaco Giacomo Tranchida alle sette liste che l’hanno sostenuto in campagna elettorale. L’accordo prevede che alla prima lista vada la presidenza del consiglio e così è stato. Ma nella logica, prettamente politica, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, il voto di maggioranza è stato “controllato”, con un sistema di vecchia data, quello di diversificare la preferenza. C’è così chi ha votato “G.Guaiana”, chi invece aveva l’ordine di scuderia di scrivere: “Guaiana G.”, oppure “Guaiana Giuseppe”. Ed ancora: “Giuseppe Guaiana”, oppure “Guaiana” e per finire “Peppe Guaiana”. Consegne rispettate appieno. Guaiana, nel suo primo intervento da presidente, ha voluto indicare le sue tre linee guida: “Trasparenza, imparzialità e disponibilità”. Alla maggioranza, e con lo stesso sistema di voto “controllato” anche la vicepresidenza del consiglio. Dario Safina è stato eletto con 20 voti. Uno in più rispetto a quelli a disposizione della maggioranza ed uno in meno rispetto a Guaiana. Le schede bianche sono scese a 2, mentre il Movimento Cinquestelle ha votato Francesca Trapani, 2 voti per lei. Le preferenze per “segnare” il voto del vicepresidente sono state distribuite in questo modo: “Safina”, “Dario Safina”, “D.Safina”, “Safina A.”, “Safina Dario”, “Safina D.”, “Avv.Safina”. Nel suo intervento dopo il voto l’avvocato ha voluto sottolineare che la seduta consiliare era “la conferma che è ripartita la democrazia in questa città. Per un anno la democrazia è stata sospesa a Trapani”. Safina punta a trasformare il consiglio in “un palazzo di vetro”. Ed ha subito distinto i ruoli: “Quando sarà tra i banchi consiliari porterò avanti il programma che hanno votato i trapanesi, ma quando sarò chiamato a presiedere i lavori consiliari non potrò che essere a garanzia di tutti”.

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