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MUSUMECI: “UNA SOLA SOCIETA’ DI GESTIONE DEGLI AEROPORTI SICILIANI. AL MASSIMO DUE”

E’ forse la volta buona. Il vertice di Catania sugli aeroporti siciliani si chiude con un impegno politico forte del Presidente della Regione Nello Musumeci. La meta da raggiungere, un’unica società di gestione per gli scali di Palermo, Trapani, Catania, Comiso, Pantelleria e Lampedusa. Ma il Governatore è anche pronto ad un Piano B, forse più realistico, una società di gestione per gli scali della Sicilia occidentale ed uno per quelli della Sicilia orientale. “Io – ha detto Musumeci –  immagino una sola società di gestione e mi sembra ambizioso il progetto, ma spero che almeno ci sia una società unica per la Sicilia orientale e una per quella occidentale in modo che si possa andare sul mercato ed essere appetibili ai privati, che mi risultano essere più di uno interessati a poter entrare nei processi di privatizzazione degli aeroporti. È chiaro che gli aeroporti non possono e non devono vivere, anzi sopravvivere, col denaro pubblico”. E’ la strategia del Piano nazionale degli aeroporti, ma finora la politica regionale non è riuscita ad imprimere una svolta su questo versante. Musumeci chiede collaborazione ed una strategia unitaria per i 6 aeroporti siciliani ma registra competizione, polemiche, posizioni unilaterali. Un’altra questione aperta è quella della continuità territoriale. Finora negata alla Sicilia – con la sola eccezione di Pantelleria e Lampedusa – e concessa alla Sardegna. Anche su questo punto Musumeci punta a cambiare rotta: “Della continuità territoriale mi sono già occupato nel mese di aprile con tutti i deputati europei eletti in Sicilia. Lì bisogna affrontare il muro di gomma della Commissione Europea. Noi riteniamo di avere tutto il diritto di poter chiedere la continuità territoriale. A noi viene concessa in questo momento soltanto per Pantelleria e Lampedusa oltre che per la Sardegna. Speriamo nelle prossime settimane, con il Presidente del Parlamento Tajani, di poter concordare un incontro con la Commissione appoggiati, mi auguro, dal governo nazionale, col quale abbiamo già avuto un primo confronto e dal quale abbiamo ricevuto in questo senso una certa disponibilità”. Ora toccherà al governo Musumeci ed ai presidenti delle società di gestione degli aeroporti dell’Isola passare dalle parole ai fatti. L’effetto annuncio sta infatti per esaurire la sua forza. Birgi non può reggere l’attuale condizione: senza co-marketing, senza ricapitalizzazione e con il suo maggiore azionista, la Regione, ancora in pausa di riflessione. Il percorso che porta alla privatizzazione degli scali deve trovare concretezza negli atti. Il governo Musumeci è dunque alla prova.

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