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TRAPANI, FRAGNELLI SCRIVE ALL’UNIONE MAESTRANZE. COME SAN FILIPPO NERI: “STATE BUONI SE POTETE”. MA LORO NON POTRANNO

Il Vescovo Fragnelli si fa un po’ San Filippo Neri e manda a dire a consoli e rappresentanti dell’Unione Maestranze: “State buoni se potete”. San Filippo Neri faceva i conti con la povertà ed aiutava i più deboli e tanti bambini recuperati dalla strada, Fragnelli ha a che fare con distinti signori che in nome della Trinità e della Processione dei Misteri sono pronti alla notte dei lunghi coltelli. O meglio alla sera. Unione convocata per eleggere il nuovo presidente ed il nuovo consiglio d’amministrazione. Unione convocata per mettere sotto “processo” il presidente uscente Vito Dolce, colpito spesso dalle polemiche durante il suo mandato. Il Vescovo è preoccupato: “Siate lungimiranti ed eliminate ogni forma di divisione strisciante, nelle parole e nelle azioni. Ed ancora: “La Processione è un evento religioso popolare al quale tutti possono contribuire, senza deformarne il volto. Di fronte alle nuove generazioni e ai vostri stessi figli dovete dimostrare che vi muovete non per interessi personali o di gruppo, per servire la Processione e non per servirvene”. Parole accorate che sembrano voler evitare una resa dei conti che invece è nell’aria. Fragnelli paragona l’elezione di presidente e consiglio dell’Unione ad un parto. Che si annuncia difficile, il Vescovo spera e si augura comunque che “generi scelte giuste”. Fragnelli prova a farsi una domanda ed a darsi anche la risposta. Ma parla ai consoli, al vertice dell’Unione: “Cosa mi aspetto dalla vostra riunione? Che la libertà sia pari alla responsabilità: siate lungimiranti, recuperate un vero senso civico ed ecclesiale, eliminate ogni forma di divisione strisciante nelle parole e nelle azioni”. Il Vescovo prova comunque a tracciare un percorso: “Con questa e ogni riunione scrivete una pagina nuova nella storia dell’Unione Maestranze. Si chiude un capitolo ringraziando quanti hanno fatto del loro meglio finora; se ne apre un altro con la ricerca di una via di uscita da ogni difficoltà relazionale”.

 

 

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