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TRAPANI, RALLO: “TRANCHIDA FACCIA IL SINDACO E NON IL MINISTRO DEGLI ESTERI”. PRIMA CREPA NELLA COALIZIONE

Se il neo sindaco di Trapani Giacomo Tranchida esce fuori dai confini comunali può starne  certo  che finisce nei guai. Guai politici s’intende. Perchè l’aggregazione da sinistra a destra, coperta dal progetto civico diventa debole, debolissima, ed anche conflittuale se affronta temi di politica regionale, nazionale ed ancora di più internazionale. Tranchida è pronto ad accogliere i migranti che si trovano sulla ong “Aquarius” al centro del primo caso migranti aperto dal nuovo governo nazionale? Tranchida si dichiara disponibile ad accoglierli mentre il governo Conte intende smistarli da qualche altra parte dell’Unione Europea? Da qui la prima crisi nella maggioranza che dovrà sostenerlo in consiglio comunale. Si fa sentire la destra che l’ha sostenuto e che ha avuto come uno dei suoi punti di riferimento l’ex deputato nazionale Michele Rallo: “Giacomo Tranchida debutta male. Padronissimo – naturalmente – di pensarla come vuole sul problema dei migranti. Ma credo che non ci sia modo peggiore di esordire, non avendo ancora messo piede a palazzo D’Alì. La sua disponibilità ad accogliere la nave <<Aquarius>> è di un buonismo commuovente. Chissà cosa ne pensano i trapanesi. Fortunatamente, comunque, la <<Aquarius>> naviga tranquilla verso le acque di Valencia e non c’è pericolo che si diriga verso il nostro porto”. L’ex parlamentare prova a mettere in riga il primo cittadino in attesa di giuramento: “Ricordo a Tranchida che decisioni di questo genere spettano al governo nazionale, anche, come dice lui, <<al Salvini di turno>> e non al capo di una amministrazione municipale”. Rallo si spinge a dare anche una lezione di politica internazionale: “Il neo-sindaco ha una visione idilliaca ma non molto realistica della situazione internazionale. Immagina – e lo ha detto più volte – che la minaccia dell’integralismo sui Paesi della sponda sud del Mediterraneo debba finire <<prima o poi>>. Peccato che, secondo tutti gli indicatori, questo poi sia così lontano da non potersi ancora scorgere. Sogna di una Trapani romanticamente <<porta e porto del Mediterraneo>>, ma ignora che i flussi migratori che puntano sull’Italia come punto d’ingresso in Europa sono tali da tramortire ogni pur fantastico sogno buonista: in Africa ci sono un miliardo di individui, la maggior parte dei quali vuole venire in una Europa che ha solo mezzo miliardo di abitanti”. L’ex parlamentare nazionale chiude la sua nota con una censura politica: “Un consiglio all’ottimo Giacomino, che sono lieto di avere sostenuto nella sua marcia trionfale verso palazzo D’Alì, e non me ne pento. Faccia quello per cui è stato eletto e lasci perdere tutto il resto. Da lui i trapanesi si aspettano che faccia il sindaco, cosa che sa fare benissimo. E non il Ministro degli Esteri, carica per la quale non mi sembra molto tagliato”.

 

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