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VALDERICE, IL SINDACO SPEZIA REVOCA L’ASSESSORE PEDALINO. NOTA POLEMICA DEL PRIMO CITTADINO

Il sindaco di Valderice Mino Spezia non poteva essere più duro nei confronti dell’ormai ex assessore all’Urbanistica Giuseppe Pedalino, nominato il 13 luglio dell’anno scorso, per concretizzare la collaborazione tra la maggioranza e gli ex Uniti per il Futuro, che entravano nell’area di governo cittadino, ed ora revocato dall’incarico per avere seguito i suoi ex compagni di gruppo, che hanno deciso di schierarsi contro l’attuale amministrazione. Pedalino era stato sfiduciato dagli ex Uniti per il Futuro ma aveva deciso di rimanere al suo posto non condividendo lo strappo. Ora in campagna elettorale ha cambiato idea ed è tornato con gli ex Uniti per il Futuro che, nel frattempo, hanno definito, assieme ad altri, un progetto alternativo con la candidatura a sindaco di Francesco Stabile, consigliere comunale uscente degli ex Uniti per il Futuro. Pedalino era stato invitato a lasciare l’assessorato ma non si è voluto dimettere, pur avendo deciso di passare dall’altra parte della barricata. Da qui la reazione di Spezia, che non si è limitato a firmare la revoca ma ha voluto affrontare la questione dal punto prettamente politico: “Coerenza ed onestà intellettuale devono essere due punti di riferimento fondanti e
sostanziali di chi si assume la responsabilità di amministrare un territorio e di sostenere un
progetto politico. Elementi che non ho più potuto registrare e verificare nelle scelte
dell’assessore Giuseppe Pedalino.  Anche se a pochi giorni dal voto, non potevo consentire una condizione di assoluta ambiguità che rischiava di scadere quasi in una ipocrita posizione d’attesa ed ho firmato l’atto di revoca”. Ed ancora: ” Linearità politica e sincero spirito democratico avrebbero dovuto portare Pedalino a trarre le conseguenze dalla sua decisione di tradire il programma di governo che ha condiviso fino a poco tempo fa. Ma la sua sensibilità politica è rimasta ben al di sotto del limite consentito, oserei dire della decenza.
In politica, come nella vita, si può cambiare idea ed è legittimo farlo. Ma poi bisogna
essere in linea con le decisioni che si assumono”. Il sindaco non sceglie la via diplomatica ma l’attacco frontale: “La “provocazione” di rimanere in giunta, pur avendo scelto di sostenere la coalizione avversa all’attuale amministrazione non poteva essere ulteriormente tollerata perché la nomina assessoriale è anche frutto di un rapporto fiduciario ormai inesistente”.

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