TRAPANI, GALLUFFO: L’ALLEANZA DELLE IDEE CONTRO IL FALSO CIVISMO”

“L’alleanza delle idee, la sintesi delle eccellenze e l’unione delle diversità”. Per Vito Galluffo non sono slogan elettorali ma il contenuto della sua candidatura a sindaco. Stamattina ha incontrato la stampa per fare il punto sulla sua scelta. “L’alleanza delle idee perché siamo aperti al confronto. Non alziamo steccati. Non puntiamo alla politica del sospetto e soprattutto non diamo spazio al falso civismo che si respira in questa città, che ha bisogno di tornare a crescere con un progetto vero e non con operazioni di potere”. L’avvocato “sfida” gli altri competitors sulla “sintesi delle eccellenze perché Trapani ha grandi risorse umane da mettere a disposizione. Ci sono tanti giovani che possono realmente essere inseriti nell’azione di governo. Non presi in giro come è accaduto finora, con false promesse e vecchia politica. Dobbiamo valorizzare la nostra gente che non ha nulla da temere nel confronto delle professionalità”. Collaborazione e confronto che diventano unione. “Unione delle divesità – aggiunge Galluffo – perché non abbiamo paura di contaminarci, di aprire il dialogo con la città perché i nostri principi irrinunciabili sono etica, trasparenza ed onestà. Chi intende parlare con noi sa già che s parte da questo”. Precondizioni che consentono all’avvocato di aprire con serenità ai partiti: “Sono fondamentali per la democrazia ma al momento non riescono a svolgere il loro ruolo. Ma non ci sto ai giochetti che vedo in giro. Questo falso civismo condotto poi con la regia dei partiti o dei loro rappresentanti. Noi siamo aperti al confronto su basi programmatiche e per dare un futuro alla città”. Apertura anche ad un mancato candidato sindaco e ad un competitor: “Savona è un galantuomo e non si può mettere in discussione la sua correttezza morale e politica come ha tentato di fare qualcuno. A Peppe Bologna, che sta portando avanti una campagna elettorale generosa, a modo suo, nel bene e nel male, dico che ci si può sedere attorno ad un tavolo. Ci sono punti del suo programma che possono essere parte integrante del nostro progetto”. Galluffo non accetta lo schema destra-sinistra: “Non c’è più”. Ma disegna i confini della sua proposta politica: “Moderati di centrodestra e liberalsocialisti, ma senza steccati nei confronti di alcuno. Noi parliamo con tutti. Del resto le sollecitazioni per una mi candidatura sono arrivate dall’estrema sinistra fino alla destra. Avevamo cercato di trovare un candidato più giovane, ma alla fine la sintesi è caduta su di me e sono pronto ed orgoglioso di poter svolgere quest’impegno al servizio della mia città. Il nostro è un progetto movimentista ed un movimento di progetti. Movimentismo puro e non peloso perché lo abbiamo costruito sulle cose da fare”. L’avvocato rifiuta ed ironizza sullo schema di una campagna elettorale che si presenta come un referendum su un solo candidato, Giacomo Tranchida, con tutti gli altri a rincorrere: “Siamo profondamente repubblicani e democratici e di conseguenza ci opporremo al monocolore-monarchico che abbiamo visto ad Erice e Valderice. Dove sta la capacità di governo? Erice è un cimitero d’inverno e vive in stato comatoso d’estate. Non c’è nulla. Ha avuto una sua prospettiva con il professore Zichichi. Ora è conosciuta in tutto il mondo soltanto per la vergogna della pista ciclabile”. Chiarezza per chiarezza, Galluffo ha voluto spiegare la presenza nella sua alleanza del movimento “Progresso e Rinascita”, meglio conosciuti come ex amici di Mimmo Fazio: “Non c’è alcuna continuità con l’esperienza Fazio. Non è un distinguo. E’ la consapevolezza che il passato è lì che verrà giudicato, e che ore è il momento del presente e del futuro della città. Sono un autentico garantista. Non partecipo alla caccia alle streghe”. Trapani deve tornare a crescere e l’avvocato lancia i suoi primi messaggi programmatici: “La città deve essere protagonista nel governo dell’aeroporto. Il Piano dei trasporti indica la via della privatizzazione. Noi dovremo essere in prima linea per poter incidere sulle scelte che si faranno. Vale anche per il porto che va rilanciato. Il buon Dio ci ha dato tutto. Abbiamo tutto quel che serve per costruire il nostro sviluppo. Dobbiamo riprendere la marcia. Abbiamo vissuto anche momenti importanti come quello della Coppa America ma non possiamo pensare soltanto a quel che è stato. I soldi per fare li troveremo. In Europa, nelle casse del Comune, l’importante è avere idee chiare e progetti concreti”. Ma soprattutto, conclude Galluffo, “la schiena dritta. Siamo espressione di un progetto politico, non d’interessi personali. Parliamo e parleremo con la città. Io non ho scheletri nell’armadio e neanche tutti gli altri che sono e saranno al mio fianco. Dopo liberare Trapani dalla crisi, farla uscire dalla melma per tornare in mare aperto e pulito”.

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