• Home »
  • Attualità »
  • BIRGI, I CINQUESTELLE CHIAMANO IN CAUSA MUSUMECI. “NO ALLA CONCORRENZA CON PALERMO”

BIRGI, I CINQUESTELLE CHIAMANO IN CAUSA MUSUMECI. “NO ALLA CONCORRENZA CON PALERMO”

Mentre il settore produttivo e turistico trapanese s’interroga sull’imminente arrivo della People Fly con sei nuovi voli da giugno per Bologna, Cuneo, Pisa, Roma, Verona e Vilnius il Movimento Cinquestelle torna a chiedere chiarezza sul futuro del “Vincenzo Florio”. L’affondo è durissimo da parte dei pentastellati – parlamentari regionali e nazionali – e non poteva che avere come riferimento la Regione, proprietaria dello scalo con oltre il 99% delle azioni di Airgest. “La Regione – denunciano i grillini – non difende l’aeroporto di Birgi, che è di sua proprietà”. Una mozione – primo firmatario l’onorevole Sergio Tancredi – punta a portare la questione Birgi all’Ars per incanalarla in un binario parlamentare. “Il contenuto della mozione – dichiara Tancredi – è importantissimo per il salvataggio e per il rilancio dello scalo trapanese e deve trovare un riflesso nel bilancio regionale che è in discussione. Il governo siciliano deve pianificare il risanamento di Airgest con un piano industriale serio che veda Birgi protagonista del trasporto aereo nei prossimi anni insieme con gli altri aeroporti dell’Iola e non in concorrenza”. Uno dei nodi da sciogliere è di certo quello dell’aumento di capitale. Quello che interessato l’Airgest è stato parziale. Il capitale sociale rischia di rimanere sotto soglia ed è dunque necessario intervenire. Ci sono anche i debiti da saldare e l’invito grillino a trovare nuove risorse nel bilancio regionale sarà uno dei temi “caldi” della manovra del governo Musumeci. La mozione e la stessa azione politica del Movimento puntano poi ad una svolta nel sistema del co-marketing che finora ha tenuto in piedi gli aeroporti siciliani attraverso gli accordi con Ryanair. La deputata Valentina Palmeri apre un vero e proprio fronte polemico sul co-marketing. Per avere notizie e spiegazioni sul sistema in questione ha anche presentato una interrogazione che non ha ancora avuto una risposta da parte del governo Musumeci:”Se Punta Raisi paga il co-marketing, incentivando il trasferimento di Ryanair da Trapani a Palermo per ogni euro ricevuto da Ryanair la Regione dovrà pagare altri euro per ripianare le perdite dell’aeroporto di Birgi. Nè il presidente della Regoone, né gli assessori competenti hanno finora sollevato la questione dei controlli sulla concorrenza tra l’aeroporto di Birgi e quello di Punta Raisi. Significa che Il Governo regionale sta di fatto avallando un atteggiamento della Gesap, la società di gestione dello scalo palermitano, anch’essa pubblica, che ospita i voli Ryanair sottratti a Birgi e spostati a Punta Raisi, non si sa bene a quali condizioni di vantaggio rispetto a quelle offerte dallo scalo trapanese. Comportamenti di questo tipo in capo ad enti ed organismi pubblici ci sembrano irresponsabili”. Per il senatore Vincenzo Maurizio Santangelo è necessario un intervento della Regione che apre in qualche modo ad una gestione unitaria degli scali di Trapani e Palermo: “In attesa di un governo nazionale che non si sottragga alle sue responsabilità sulla Sicilia, come finora è accaduto, è indispensabile che il presidente Musumeci trovi una interlocuzione di alto profilo, prima di tutto, con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, azionista di riferimento della Gesap, per garantire uno sviluppo equilibrato degli aeroporti almeno nella Sicilia occidentale, sapendo che all’orizzonte ci potrebbe essere un grande progetto che coinvolga tutti gli scali siciliani, che dovrebbero essere messi in rete come quelli pugliesi, per garantire in futuro servizi adeguati a tutti i cittadini siciliani oltre che ai turisti”.

 

Commenti

commenti